Dic 11

E se l’acqua non venisse dalle comete? *

Rosetta comincia a parlare di Scienza. Sembra proprio che l’acqua della “sua” cometa non assomigli a quella terrestre. Forse le comete non sono poi state le maggiori responsabili della formazione dei nostri oceani. Al limite, solo una minoranza… ma allora perché non andare a cercare l’acqua direttamente nelle vere “sorgenti”?

 

Arrivano i primi risultati (scientifici) di Rosetta e non sono particolarmente sconvolgenti. Il vapore d’acqua è decisamente diverso da quello terrestre. Infatti, il rapporto D/H  tra deuterio (idrogeno con un neutrone) e idrogeno normale (senza) è tre volte più alto di quello dei nostri oceani.

Tuttavia, niente di straordinario, dato che questo rapporto è stato osservato molto variabile nelle comete studiate finora. Merita, allora, fare una piccola storia delle comete e dei loro cugini “poveri”, gli asteroidi.

Anche se pochi lo dicono (anzi tendono a far pensare al contrario), i pianeti terrestri si sono formati freddi. D’altra parte se si deve costruire  una massa enorme attraverso tanti granelli di polvere è necessario che questa polvere sia solida. Provate voi a costruire una casa con dei mattoni liquidi o, ancora peggio, gassosi! Oltretutto, gli urti che hanno permesso di passare da corpi di pochi millimetri a oggetti di centinaia di chilometri devono essere stati a bassa velocità (orbite quasi perfettamente circolari) se no sarebbe stato ben difficile aumentare il volume dei proto pianeti: avremmo ottenuto il viceversa, ossia una distruzione di quanto si era ottenuto.

Gli asteroidi, anche se in tempi leggermente più avanzati, hanno mostrato chiaramente questo processo, distruggendosi a vicenda e non compiendo l’accrescimento finale. Colpa di Giove, ma poco importa, dato che ciò che conta è che gli urti tra planetesimi sono diventati distruttivi a causa della crescita della loro velocità d’incontro.

Ma torniamo ai nostri pianeti interni e alla Terra in particolare. Finita l’opera di costruzione “base”, sono cominciati ad arrivare mattoni da tutte le parti, sia di ghiaccio che di roccia. Questi, disturbati dai pianeti maggiori, piombavano a grande velocità riscaldando la superficie. Nel frattempo, gli elementi radioattivi riscaldavano l’interno. In breve il nostro pianeta si è trasformato in una sfera liquida, tenuta assieme dall’autogravitazione. E’ avvenuta la differenziazione e la Terra ha cominciato ad assomigliare a quella di oggi (si fa per dire…).

La superficie si è raffreddata (anzi, lo spazio intorno a lei si è riscaldato…), ma non poi molto in fretta. Se vi erano oceani d’acqua nati direttamente attraverso i vulcani, questi avevano poca speranza di resistere a quelle temperature. Sono rapidamente evaporati e il vapore trascinato via dal vento solare ancora molto intenso. Insomma, l’acqua primordiale se ne è andata insieme all'atmosfera primigenia satura di gas leggero, come l’idrogeno. Una Terra ormai abbastanza fredda che aspettava soltanto qualcuno o qualcosa che riempisse tutti quegli avvallamenti pronti a ricevere dell’acqua e provare a fare sviluppare i composti organici che cadevano dallo spazio.

A questo punto, non ci resta che andare a vedere chi potevano essere i proiettili. Li possiamo dividere in tre grandi categorie: asteroidi, Kuiper Belt Objects (KBO) e comete della Nube di Oort. Non confondiamoci, però, sono tre classi di oggetti molto simili tra loro, dato che rappresentano pur sempre mattoni primordiali rimasti inutilizzati.

I più vicini e i più comodi per colpire la Terra erano (e sono ancora) gli asteroidi. Tanti, ma con poca acqua al loro interno. Andando verso distanze maggiori di FORMAZIONE troviamo probabilmente gli oggetti della nube di Oort. No, non stupitevi… per potere finire a distanze veramente molto grandi dal Sole (fino a metà strada rispetto alla stella più vicina) non potevano certo costruirsi da quelle parti. Non c’era materia a sufficienza. Essi si sono probabilmente formati intorno a Urano e Nettuno, dove poi le perturbazioni planetarie li hanno espulsi dalle zone intermedie e fatti rintanare ai confini del Sistema Solare.

Gli oggetti formatisi più lontani dal Sole sono stati probabilmente i KBO, dato che si sono proprio accresciuti oltre l’orbita di Nettuno, nella zona dove materia ce n’era ancora abbastanza anche se Urano e Nettuno “regolavano” un po’ la  costruzione con le loro risonanze.

Col tempo si è venuta a creare una nuova ragione cometaria, diciamo di passaggio, una stazione intermedia: la famiglia di Giove. Qualche oggetto KBO, a causa di perturbazioni e/o di collisioni iniziava il suo viaggio verso il Sole, ma Giove imponeva la sua massa e le catturava inserendole in orbite molto strette. Probabilmente, però, non solo KBO.

Che acqua contenevano tutti questi oggetti? Beh, degli asteroidi abbiamo già detto. Ma poi, come variava andando verso l’esterno? L’idea è che essa cambiava la sua composizione in funzione della distanza dal Sole (come molte altre cose). Non abbiamo una grande statistica a riguardo, ma in realtà la cometa che mostra un rapporto D/H più simile a quello terrestre è una cometa della famiglia di Giove (la Hartley 2). Quella di Rosetta (anch'essa della famiglia di Giove), come indicato fin dall’inizio dell’articolo, se ne discosta parecchio. Anzi è ancora peggio delle comete della Nube di Oort.

Ciò potrebbe comportare che la famiglia di Giove nasca  da comete sparse nel Sistema Solare: qualcuna dalla nube di Oort direttamente (e quindi con acqua nata più vicina al Sole) e altre dai KBO, i più lontani e meno simili (come quella di Rosetta).

Purtroppo, ogni cometa sembra diversa dalle altre. Ne abbiamo analizzate solo 11, però, e quindi c’è ancora poco da concludere. Inoltre, come abbiamo visto, le comete sono distribuite su spazi enormi e hanno origini non ben identificabili. Qualcuna ha anche l’acqua più “giusta”, ma altre sicuramente no.

Chi sono, invece, gli oggetti che non hanno cambiato mai posizione e che ci vengono a trovare molto spesso (una volta sicuramente anche di più, se pensiamo che il processo di trasporto verso i pianeti terrestri è stato continuo e la popolazione originaria ben maggiore)? Beh… proprio loro, i “miei” asteroidi. Quelli più esterni, acqua ne hanno abbastanza e poi a volte è meglio avere tanti i secchielli che poche cisterne! Ce lo insegnano anche la radiazione di corpo nero e la legge di Planck

Insomma, gli stessi scienziati di Rosetta hanno dovuto concludere che probabilmente sono stati gli asteroidi a contribuire “alla grande” all’acqua terrestre e, aggiungo io, anche ai composti organici. Beh… è bello arrivare a qualcosa per esclusione, ma le mie lotte per scegliere un target asteroidale invece che cometario non erano poi così assurde… (e gli arpioni avrebbero arpionato meglio). Forse, qualcuno ci sta pensando…

Articolo originario QUI

NEWS - Studi recenti sugli asteroidi confermano la presenza di acqua e composti organici

3 commenti

  1. foscoul

    Questo vogliasi dimostrare quanto sia difficile ascoltare qualcuno che non segue il resto del gregge. :wink:

  2. Mario Fiori

    Enzo quindi gli asteroidi non hanno solo portato morte , estinsioni , ma acqua e in abbondanza? Cambia tutto o quasi, povere comete a qusto punto a cosa sono servite o servono.

  3. beh Mario, non esageriamo! Ancora sono solo ipotesi (dato che non sappiamo esattamente come sia l'acqua degli asteroidi non essendo andati a trivellarli...) e poi, povere comete, qualche bella "molecolona" l'hanno portata anche loro :mrgreen:

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