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31/01/17

Una calamita galattica **

Sembra proprio che la nostra galassia, e le sue amiche del gruppo locale, non siano solo attratte dal superammasso di Shapley, ma siano anche spinte da una zona a bassa densità. In qualche modo, è come se le galassie fossero particelle cariche che vanno da un polo all’altro.

Per continuare nell’analogia, diciamo subito che la zona priva di galassie è stata chiamata repulsore dipolare, proprio una sorta di polo di calamita che spinge via le particelle cariche verso l’altro polo, dove vengono attratte. Ciò che è veramente nuovo in questa ricerca è che i due effetti sembrano del tutto scorrelati , ossia il vuoto non si crea a causa della massa dell’altra zona, ma lavora in modo autonomo e con una simile efficienza.

Credit: Image courtesy of The Hebrew University of Jerusalem
Fonte: The Hebrew University of Jerusalem

No, non pensiamo ancora a una nuova forza repellente (ci sarà già chi sta preparando qualche nuova ipotesi costellata di energiamateria oscura), ma, sicuramente, gli spostamenti delle singole galassie e delle loro associazioni, che si oppongono all’espansione dell’Universo, sono un argomento ancora tutto da studiare. Sono convinto che spulciando bene nelle equazioni di Einstein si potrebbe trovare la soluzione…

Il lavoro osservativo non è stato semplice, dato che è più difficile identificare una zona “vuota” che non una “piena”. Tuttavia, la conclusione sembra al di fuori di ogni errore interpretativo. Queste grandi capacità del vuoto mi fanno pensare a quanto sia realmente poco vuoto… questa è un’altra storia. .

Approfittiamo della scoperta per fare un po’ di storia.

Ricordiamo, innanzitutto, che noi, che stiamo sulla Terra, tutto facciamo meno che stare fermi… Prima di tutto giriamo attorno all’asse terrestre con una velocità di circa 1600 km/h (con variazioni dovute alla latitudine); poi giriamo attorno al Sole in modo ben più rapido: 100 000 km/h. Il Sole, però, ruota attorno al centro della galassia a una velocità ben maggiore: 850 000 km/h (a parte altri movimenti del tutto personali rispetto ai suoi vicini di casa). Non è certo finita… Il bello deve ancora venire. La Via Lattea, così come Andromeda e altre compagne, si muovono verso un punto di attrazione alla velocità di 2 milioni di chilometri all’ora (630 km/sec).

Quest’ultimo è proprio il moto maggiore che si oppone all’espansione dell’Universo, quello legato essenzialmente alla gravità di masse enormi. La causa di tutto ciò sembrava essere dapprima il Grande Attrattore, localizzato a circa 150 milioni di anni luce dalla Via Lattea, ma recentemente si è messo in evidenza il superammasso di Shapley, posto a circa 600 milioni di anni luce oltre il Grande Attrattore (quest’ultimo sarebbe solo il punto di concentrazione del nostro superammasso).

Oggi, il moto della Via Lattea & co. sembra venire aiutato da un modo di repulsione che si origina da una zona a bassa densità. In questo movimento corale, si devono poi tenere in conto anche i movimenti relativi tra galassia e galassia: non per niente la Via Lattea e la galassia di Andromeda vanno una verso l’altra (circa 100 km/sec) e tra pochi miliardi di anni si uniranno per formarne una sola, senza ledere il loro movimento verso Shapley.

Ricordiamoci che noi facciamo parte di un superammasso chiamato in modo molto poetico “Laniakea” (enorme paradiso) che comprende altri ammassi locali (tra cui quello della Vergine, dell’Idra e del Centauro) e che potrebbe contenere ben 100 000 galassie. Tutto questo superammasso sarebbe in viaggio, respinto dal repulsore e attratto da Sharpley, come mostra la figura che segue.

Fonte: Daniel Pomarède
Fonte: Daniel Pomarède

Articolo originale QUI

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