31/03/17

Senza energia oscura niente cambierebbe **

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alla MATERIA OSCURA, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo

 

Il bisogno di materia ed energia oscura nasce dalle classiche discrepanze tra teoria e osservazioni. Una volta si lavorava duro per cercare la spiegazione, tenendo per lo più in conto i dati osservativi CON I LORO ERRORI previsti. Oggi, si tenta, sempre più spesso, di riempire i buchi inventandosi qualcosa “ad hoc”, anche perché il mistero affascina  l’opinione pubblica sempre di più che un silenzioso lavoro a tavolino (senza Celestia…). Opinione pubblica affascinata o spaventata vuol dire maggiori fondi a chi soffia sul fuoco di questo successo. Il gioco è abbastanza chiaro nel mondo moderno e… avanzato (?). Che abbiano ragione oppure no, grande rispetto va, quindi, a chi affronta certe problematiche utilizzando i dati e una profonda analisi dei modelli troppo semplificati che tendono a imporre soluzioni frettolose e, soprattutto, coinvolgenti.

L’energia oscura non è un qualcosa di secondario che manca nel modello che cerca di  accontentare teoria e osservazioni, ma rappresenta nientemeno che il 68% di tutto l’Universo. Una dominatrice e non certo un’aggiunta di poca importanza.

Il modello standard si applica a un qualcosa che sia quasi perfetto, ossia che non sia influenzato da cambiamenti di struttura del Cosmo. Poco importa, in fondo, trascurare situazioni che non seguono del tutto certe regole, l’importante è piallare il tutto attraverso una fantomatica energia che non si conosce per niente, ma che tappa la bocca a chi vorrebbe andare più a fondo di certi dati.

Parliamoci chiaro: l’Universo sembra accelerare (sempre che i dati sulle supernove di tipo Ia siano veramente affidabili, e qualche dubbio c'è) e allora via con l’energia oscura, anche se essa occupa la maggior parte di ciò che ci circonda. Oltretutto, esiste quella famosa costante di Einstein e, allora, perché non utilizzarla come prova della stessa fantomatica energia? Purtroppo, la Relatività Generale comporta una serie di equazioni che sono state risolte (ma non ancora tutte) solo dopo un secolo. Essa va ben al di là di una visione semplice e automatica dell’espansione dell’Universo, ma è molto sensibile a variazioni strutturali .

Un po’ di storia minima sui due grandi fantasmi astronomici del nostro tempo…

Nella seconda metà del ventesimo secolo ci si accorse che la rotazione delle galassie non andava d’accordo con la relatività. Detto fatto: invece di studiare con maggiore attenzione i vari tipi di galassie e analizzare con maggiore attenzione e noiosa perseveranza i dati osservativi, si è preferito inserire la materia oscura, un qualcosa che metteva anche a posto gli enormi problemi legati alla nascita delle galassie e alla mancanza di massa visibile negli ammassi galattici.

Un bel po’ di stucco e i buchi si chiudevano, dando il via a ricerche costosissime presso i laboratori come il CERN, alla caccia della particella mancante. Anche in questo caso, la materia oscura è diventata preponderante e se ne stima tanta da riempire il 27% dell’Universo contro il 5% della materia normale. Insomma, quest’ultima si riduce a rappresentare solo una piccolissima fetta dell’Universo, anche se tutte le osservazioni VERE si basano su di lei e basta.

Poi, negli anni ’90 del secolo scorso, ancora osservazioni di materia reale (esplosione di supernove di tipo Ia) sembravano suggerire che l’Universo si stesse espandendo in maniera accelerata. Si dà subito un Nobel all’avvento di una nuova forma di energia capace di infischiarsene bellamente della gravità e si fa entrare, come un VIP indispensabile, l’energia oscura all’interno del Teatro. Tutti gli altri attori vengono relegati a comparse di fronte al 27% di materia invisibile e del 68% della nuova prodigiosa attrice.

Nel frattempo, coloro che preferiscono lavorare seriamente, fuori dagli applausi del tutto “ignoranti” dei media che tanto fa gioco a molti Istituti, cominciano a vedere delle crepe nello stucco che copriva così bene tutte le “magagne”. Le crepe si allargano e la materia oscura comincia  a cedere. Forse c’è molta più materia in giro per il Cosmo… bastava osservare meglio. Inoltre, all’inizio, sembra che non servisse assolutamente. E ancora… la rotazione anomala delle galassie sembrerebbe avere altre ragioni, per non parlare del fatto che neanche le galassie primitive sembra ne avessero bisogno. La materia oscura sembra sciogliersi come il calcestruzzo da poco prezzo utilizzato in strutture troppo importanti per sopportarlo.

Oggi arriva anche questa ricerca che potrebbe dimostrare l’inutilità dell’energia oscura, basandosi proprio sull’analisi attenta della Relatività Generale. Il modello cosmologico, una specie di atto di fede, pieno ancora di lacune e di approssimazioni, ignora in pratica le strutture stesse dell’Universo, le loro modificazioni e una densità che tutto è fuorché veramente costante.

La figura mostra tre modelli evolutivi dell’Universo. In verde quella di Einstein-de Sitter senza energia oscura; in rosso quella standard con l’energia oscura; in blu quella che segue il modello del presente articolo e che non fa uso dell’energia oscura. Anch’essa riesce a spiegare benissimo una possibile accelerazione dell’espansione. Fonte: István Csabai et al.
La figura mostra tre modelli evolutivi dell’Universo. In verde quella di Einstein-de Sitter senza energia oscura; in rosso quella standard con l’energia oscura; in blu quella che segue il modello del nuovo articolo e che non fa uso dell’energia oscura. Anch’essa riesce a spiegare benissimo una possibile accelerazione dell’espansione. Fonte: István Csabai et al.

Non possiamo entrare nei dettagli ma uno degli autori spiega: “Le equazioni della relatività generale sono talmente complesse che ancora non è stata trovata una soluzione per determinare gli effetti delle strutture cosmiche e dei loro cambiamenti. Possiamo anche credere che l’Universo stia accelerando, ma le approssimazioni fatte sul modello standard possono introdurre grossi effetti selettivi che vengono coperti dall’energia oscura, mentre il tutto potrebbe risolversi analizzando in dettaglio le equazioni di Einstein sulle strutture vere dell’Universo”.

Le galassie si annidano nei nodi di una struttura di tipo neuronico, collegati da filamenti, mentre tutto il resto appare vuoto. La nuova ricerca li analizza in maniera differenziale o, se vogliamo, “locale”. Essi evolvono in modo strutturalmente non costante, ma con caratteristiche leggermente diverse, che influiscono su tutto l’insieme a tal punto che si riesce a trovare una possibile accelerazione senza il bisogno dell’energia oscura.

Gli autori sono molto onesti e chiari. Il loro lavoro non vuole essere la SOLUZIONE, ma uno stimolo per cominciare a rivedere certi modelli troppo semplificati che hanno fatto uso di calcestruzzo da poco prezzo.  Si può fare meglio e ottenere gli stessi risultati, facendo sparire certi misteriosi fantasmi.

Loro stessi si augurano che la loro fatica possa aprire un dibattito amichevole e vivace.

Articolo originale QUI

Nel filmato che segue si vedono bene tre simulazioni dell’evoluzione dell’Universo sia in termini di strutture globali, sia in termini di fattore di scala (in basso): una è quella originale di Einstein-de Sitter (verde); una è quella con l’energia oscura (modello standard con accelerazione, rossa); l’ultima (blu) è quella ottenuta dalla ricerca in oggetto, senza energia oscura, ma valutando attentamente le variazioni locali delle strutture.  Fonte: István Csabai et al.

 

Per continuare a riflettere su quanta materia “normale”, fino ad oggi invisibile, si sta scoprendo grazie a tecniche osservative sempre più avanzate: aloni galattici (QUI, QUI e QUI) grumi di gas interstellare, buchi neri stellari sempre più numerosi, moltissime nane brune e pianetoni gassosi

 

4 commenti

  1. Gianni Bolzonella

    A guardare le lezioni di molti ricercatori,la parte oscura dell'universo la danno per scontata.Da non esperto mi faccio una domanda:"come mai moltissimi scienziati o grossomodo circa,si buttano a pesce a dare per certo nientemeno che il 95% dell'energia che non si vede,non si tocca,e che rifiuta cocciutamente la matematica ?".La risposta ce la darebbe sicuramente un buon psicologo.In realtà l'umanità intera,da sempre,crede nella materia/energia oscura,gli piace così tanto da uccidere chi la nega,anche davanti all'evidenza di fatti inconfutabili.La realtà è fatta della stessa materia dei sogni,anche Alberto si chiese,se io non vedo la Luna,essa esiste o non esiste?E io,più modestamente mi chiedo:"se lascio una ciotola di kittekat fuori della porta,il gatto di Schrödinger la mangia o non la mangia?".In attesa di verifiche mi prendo un sonnifero (non vorrei pensarci tutta la notte!),e vado a letto,domani se sono ancora vivo,o se non siete tutti morti,il nuovo giorno ci regalerà un nuovo spaziotempo,con dentro nuovi arnesi per esplorarlo.

  2. Mario Fiori

    Carissimo Enzo, l'essere umano ormai ha smesso di guardarsi intorno, di oservare e valutare, ormai siamo inter(rimbecil)connessi che ci basta "osservare" le notizie (?) che ci propinano sui vari siti e social . Facciamo ragionamenti solo su queste notizie (??) e non su altre più di nicchia e più ...ragionate, queste ultime sono noiose, non fanno sognare, non ti allontanano dalla verità che è quello che vogliono i soliti noti.

    A proposito Enzo, occhio che con le nuove proposte di Legge antibufale ci chiudono, e rimangono aperti i veri siti bufalistici, soprattutto quelli che ci propinano che (policamente ed economicamente) tutto va bene e si procede a (s)gonfie vele.

    A riproposito, mi associo assolutamente : grande Gianni!

  3. Eh sì, Mariolino andiamo avanti finché possiamo... prima o poi si accorgeranno di noi e ci chiuderanno, come aveva già previsto Orwell... D'altra parte hai visto che ogni tanto un giornalista ci spia e ci avverte di smettere oppure di allinearci... :roll:

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