3/04/18

La stella più lontana vista grazie al solito Einstein **

Il presente articolo è stato inserito nella pagina di approfondimento dedicata all'effetto lente gravitazionale

 

Si stava studiando una supernova ed ecco accendersi una piccola “lampadina”. Una stella normale, anche se molto luminosa. Troppo distante, però, per essere vista. Una lente gravitazionale più che perfetta, che ha visto probabilmente una stella di tipo solare come lente. Un lavoro di estrema finezza che sembra quasi impossibile possa capitare.

Un ammasso galattico è il luogo migliore in cui cercare archi e immagini distorte dovute alla enorme massa capace di piegare la luce di oggetti molto più lontani e renderli visibili a causa dell’intensificazione della loro luce, come spiegato perfettamente dalla relatività generale. Un metodo ormai “normale” per studiare galassie primordiali e supernove (come QUESTA, osservata "in diretta differita" grazie proprio all'effetto lente). Nessuno, però, si aspettava di riuscire a vedere una singola stella che, a causa di un allineamento perfetto con una stella singola dell’ammasso, è riuscita a incrementare di ben 2000 volte la propria luminosità, diventando la stella più lontana mai vista dall’uomo. L’hanno chiamata Icarus e vale sicuramente un nome tanto importante.

A sinistra l’ammasso galattico situato a 5 miliardi di anni luce da noi. A destra lo zoom sul quadratino di sinistra; in alto, nel 2011 e in basso nel 2016. Dove non esisteva niente è apparsa la nuova stella, senza dovere esplodere per essere vista. Credit: NASA, ESA, and P. Kelly, University of Minnesota
A sinistra l’ammasso galattico situato a 5 miliardi di anni luce da noi. A destra lo zoom sul quadratino di sinistra; in alto, nel 2011 e in basso nel 2016. Dove non esisteva niente è apparsa la nuova stella, senza dovere esplodere per essere vista. Fonte: NASA, ESA, and P. Kelly, University of Minnesota

La stella che ha bloccato la sua luce e ha permesso di renderla visibile, è veramente piccola e l’anello di Einstein che ha creato attorno a lei è talmente piccolo che non può essere risolto, apparendo quindi come un unico oggetto. La luminosità, però, è cresciuta enormemente e ha permesso di studiare l’anello-stella per un certo periodo di tempo identificandola come una supergigante blu di tipo B, sicuramente luminosissima intrinsecamente, ma ben lontana da una possibile vista diretta.

Hubble (il telescopio usato) più una stella come il Sole hanno creato per breve tempo il più potente telescopio mai avuto a disposizione. Facciamo notare che la luce di Icarus ha impiegato ben 9 miliardi di anni per raggiungerci (più o meno quanto ha impiegato la luce di QUESTA galassia, osservata sempre grazie all'effetto lente): una bella distanza, non c’è che dire. Qualcuno sta già pensando di sfidare la sorte… le stelle sono tante, milioni di milioni, e chissà mai che Icarus non sia la prima di una lunga serie…

Articolo originale QUI

 

A proposito di record stellari… QUESTA la stella più grande, QUESTA la più piccola, QUESTA la più sferica, QUESTA  la più massiccia, QUESTA la supergigante gialla più grande finora osservate.

4 commenti

  1. Daniela

    Giusto per dare un parametro di riferimento, quindi la giusta importanza all’osservazione della luce di una singola stella che ha impiegato nove miliardi di anni per raggiungerci, è possibile sapere qual è la stella più distante mai osservata, prima di questa?

    E, se non chiedo troppo, quanto dista la più lontana osservata senza effetto lente?

  2. cara Dany,

    oltre che la più distante essa è forse l'unica stella mai osservata in una galassia lontana che abbia mostrato un effetto lente singolo (è come cercare un ago in un pagliaio). Tuttavia, mentre le supernove riescono a essere visibili un po' ovunque e a qualsiasi distanza (con l'effetto lente, ma anche senza si riesce ad andare molto lontani dato che la loro luminosità è comparabile a quella dell'intera loro galassia), le stelle riescono a risolversi n galassie non più lontane di 100 milioni di anni luce: un bel salto in avanti! La perfezione della configurazione ha fatto raggiungere un fattore 2000 nell'intensificazione luminosa, mentre generalmente si arriva intorno a 50...

  3. Paolo

    Caro Enzo, quindi se non ho capito male… i fotoni di una stella lontana, lontana, che viaggiavano in direzioni diverse, grazie alla curvatura dello spaziotempo prodotta dalla gravità, si sono ritrovati fianco fianco e dove prima ce ne era uno solo, ora ce ne sono 2000 che corrono fianco a fianco verso Hubble… ed una timida stella, persa negli albori dell’universo, ha finito per diventare una piccola star d’altri tempi!
     
    Paolo

  4. Sì, caro Paolo... ma il bello è che è bastata una stella come il Sole (o poco più grande) a creare l'effetto lente... Sembra quasi sia stato predisposto ad arte... :wink:

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