Dic 15

Pianeti come stelle o stelle come pianeti? **

Siamo quasi a Natale e continuiamo con una bella favola, illudendoci che sia ancora una data che riesca a far riflettere, pensare e voltare gli occhi in alto. Chi l'ha scritta merita tutta la nostra fiducia e sappiamo che non mente mai.

Ai confini di un enorme disco protoplanetario che circondava un futura stella di ben 40 masse solari  viveva "Granello", una piccola particella di polvere, vicinissima a molte altre compagne e a tanto gas molto denso.

Sapeva quale sarebbe stato, probabilmente, il suo destino... nel giro di poco tempo si sarebbe unito alla materia che lo circondava e, sfruttando il processo di accrescimento gravitazionale e qualche inevitabile instabilità in quel disco così enorme, avrebbe contribuito a creare un pineta, molto lontano dalla stella centrale, ma molto, molto grande.

Aveva sentito parlare di giganti planetari... beh... anche lui  -forse- ne avrebbe fatto parte! Granello aveva tutto il tempo per riflettere e pensare... Che strano che una stella come la sua (MM 1, così veniva chiamata da tutti, come contrazione affettuosa di MaMma numero 1, veramente grande e bella) avesse voluto rimanere singola... Aveva tanta massa a disposizione da poterla spezzare in qualche modo (alta rotazione, variazione di densità, instabilità nella nube protostellare originaria) e avere una compagna per il suo  futuro.

Avrebbe anche potuto vivere di più... due stelle di 20 masse solari avrebbero avuto una speranza di vita ben maggiore di una sola stella di 40 masse solari. Ma le decisioni delle mamme non si discutono e Granello era molto contento di far parte della sua vita, per breve che fosse...

Tutto sembrava proseguire come previsto, ma bisognava ammettere che di materia ce n'era davvero tanta in quella zona periferica e il pianeta che si stava formando sembrava non smettere mai di crescere, come mostra questa bella immagine ripresa da una stella vicina con il suo "smartphone celeste".

 

Fonte: J. D. Ilee / University of Leeds
Rappresentazione virtuale (Fonte: J. D. Ilee / University of Leeds)

La gravità locale stava dominando alla grande rispetto alla gravità della mamma (forse aveva davvero preteso troppo...) e qualcuno riuscì a fare un po' di conti... Altro che pianeta gigante, la massa che avevano raccolto era circa la metà di quella del Sole. No, non erano più un pianeta, ma una vera stella, capace di vivere e di creare energia da sola. E già si sentivano i primi fremiti nucleari...

Granello rimase per un attimo interdetto: esserne felice o infelice? Era meglio diventare parte di una piccola mamma e crearsi una famiglia di pianeti o rimanere pianeta dipendente in tutto e per tutto da una mamma tanto lontana? No, doveva essere contento, accidenti!

Se l'Universo e la sua ex-mamma (ma lui l'avrebbe sempre chiamata MM 1) avevano deciso così, non poteva che accettare la nuova sfida e fare del suo meglio. Sicuramente la sua piccola stella (decisero di chiamarla MM 1b) sarebbe sempre stata vincolata gravitazionalmente a MM 1, le avrebbe girato attorno e avrebbe molto probabilmente condiviso la sua breve esistenza.

40 masse solari, un milione di anni e poi l'esplosione come supernova e facilmente un nuovo buco nero si sarebbe formato e si sarebbe nascosto alla vista di tutti. Forse quello era proprio ciò che voleva la mamma. E il loro pianeta...ops... stella... come sarebbe finita? Beh... meno dubbi e più fatti!

Forza, al lavoro, dovevano costruirsi dei figlioli planetari molto in fretta e poi sarebbe stato l'Universo a decidere. Qualunque fosse stato il futuro sarebbe stata una meraviglia, ne era convinto. E, poi, anche se fosse stata l'ultima cosa che avrebbero visto, i suoi pianeti sarebbe stato un fenomeno fantastico: una supernova che si poteva realmente toccare... Chi mai avrebbe potuto avere una tale fortuna? Essere in prima fila per uno dei più maestosi e potenti fenomeni del Cosmo.  Forza al lavoro e senza perdere tempo!

Non credo di aver bisogno di "tradurre" la favola (più che reale) in termini scientifici. E' la prima volta che si è vista nascere una stella come se fosse un pianeta. Finora al limite si discuteva su come si formassero le stelle mancate, le nane brune. Come stelle o come pianeti? Ma sempre di corpi celesti incapaci di  creare energia nel loro nucleo... Qui invece, abbiamo un pianeta che diventa stella a tutti gli effetti (0.5 masse solari non è certo poco!).

Un doveroso accenno all'autore di questa favola cosmica. Lo conosciamo tutti molto bene... Sì, è lui, sempre lui ed è riuscito a raccontarci la favola con meno "occhi" rispetto alle sue massime possibilità, simulando un telescopio di "soli" 4 km. Presto lo farà in modo completo, arrivando a 16 km... Chissà che non si riesca a vedere anche il nostro... "Granello".

C'è bisogno di dire il nome? Penso proprio di no, ma merita di essere citato con tutti gli onori: ALMA, veramente un gradino sopra tutti i suoi fratelli tecnologici di questi tempi...

Ecco, di seguito le sue "vere" immagini con le due mamme ben visibili...

A destra l'immgine di ALMA relativa al gas (la parte rossa si allontana e quella bblu si avvicina, per effetto Doppler); a destra la polvere. Se guardiamo attentamente non sembra di riuscire a riconoscere veramente Granello? Beh, per essere sicuri aspettiamo il 2019. Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); JD Ilee, University of Leeds
A sinistra l'immagine di ALMA relativa al gas (la parte rossa si allontana e quella blu si avvicina, per effetto Doppler); a destra quella relativa alla polvere. Se guardiamo attentamente non sembra di riuscire a riconoscere veramente Granello? Beh, per essere sicuri aspettiamo il 2019. Fonte: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); JD Ilee, University of Leeds

Articolo originale QUI

 

Questa favola vera ci fa capire, ancora una volta, quanto le classificazioni siano un'invenzione puramente umana: sono utili a fini didattici, ma completamente sconosciute all'Universo. Ci abbiamo riflettuto varie volte, per esempio QUI.

 

3 commenti

  1. Mario Fiori

    Grazie Enzo dele tue fantastiche spiegazioni al'interno di fantastici e dolci racconti.

    Grande Alma che ci stà permettendo anche queste scoperte. Ma quando raggiungerà la massima estensione cosa ci dobbiamo aspettare ? Sorprese, sorprese , sorprese.

  2. sai, Mario, è un po' come avere inventato gli occhiali per i miopi...

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