Lug 12

Nono pianeta o "soltanto" un buco nero di dieci centimetri? *

Questo articolo è stato inserito nella sezione d'archivio "Materia invisibile"

 

Cadiamo quasi nella fantascienza, ma... in fondo, in fondo, non sarebbe poi una cosa così strana e potrebbe spiegare molte cose, perfino la materia oscura.

Le anomalie nelle orbite degli oggetti transnettuniani ha fatto pensare all'esistenza di un nono pianeta di dimensioni anche superiori a quelle della Terra, nella zona che va dalla fascia di Kuiper alla nube di Oort più interna. Le ricerche non hanno dato finora alcun risultato e ciò meraviglia non poco. La dinamica planetaria ha delle regole molto ferree e se le orbite danno segni di confinamento particolari ci deve essere qualcosa che guidi queste anomalie. Oggi, ecco nascere un'ipotesi altamente suggestiva, ma meno assurda di quanto possa sembrare a prima vista.

E se invece di un pianeta ci fosse un buco nero delle dimensioni di una grossa arancia o poco più? Esso avrebbe una massa pari a diverse volte quella del nostro pianeta. Ricordiamo che l'orizzonte degli eventi (in pratica il limite al cui interno sarebbe contenuta la massa dell'oggetto ultra compatto) della Terra è di meno di un centimetro.

Terrore? Pericolo incombente? Catastrofe planetaria? No, niente di tutto questo! L'oggetto in questione se ne starebbe tranquillo al suo posto, cibandosi di comete provenienti dalla nube di Oort, senza recare altro danno (per fortuna non si è mangiato la cometa Neowise che sta dando spettacolo in questi giorni di luglio 2020!). I suoi spuntini, però, darebbero luogo a improvvise emissioni di radiazioni allorquando i piccoli corpi vengano riscaldati e fusi prima di finire ingoiati dal mini-mostro. Sono necessarie nuove tecniche di analisi, alla portata dell'odierna tecnologia e la ricerca sarebbe, comunque, da tentare.

Una cometa potrebbe venire catturata dal mini buco nero e prima di venire ingoiata darebbe luogo a una fiammata riscaldandosi nella sua caduta e fondendo.
Fonte: M. Weiss

Parliamoci chiaro... l'esistenza di buchi neri primordiali è ancora un capitolo tutto da scoprire, così come la loro sopravvivenza e quantità. Proprio perché "neri" non si potrebbero vedere se non attraverso le radiazioni provenienti dalla materia riscaldata che cade verso di essi. Se le dimensioni fossero piccole o se fossero in fase di digiuno, rimarrebbero, perciò, nascosti completamente. In poche parole, ce ne potrebbero essere in numero enorme, sparsi un po' ovunque nelle galassie e anche nello spazio "vuoto" tra di loro. E perché non anche all'interno di un sistema planetario?

La faccenda potrebbe avere risvolti eccezionali. Innanzitutto per gettare luce sulla formazione diretta di buchi neri di ogni dimensione nelle fasi subito posteriori al Big Bang, quando la densità della materia avrebbe potuto far collassare grumi di massa molto facilmente. Poi, questa quantità di massa nascosta, ma reale e "normale" (in qualche modo), potrebbe dare ragione degli effetti di massa mancante (leggi materia oscura) rilevati dalla gravità troppo alta negli ammassi di galassie.

Tra l'applicazione accurata e senza timori della relatività generale, per quanto riguarda il moto delle stelle lontane dal centro delle galassie (QUI), e un pullulare di buchi neri di dimensioni piccole, medie e grandi che giocano a nascondino, non ci sarebbe più alcun bisogno della accattivante materia oscura. Molti astrofisici dovrebbero tornare a fare Scienza vera...

Articolo originale QUI

2 commenti

  1. Massimo Delpa

    Buco nero delle dimensioni di un'arancia, chissà quanta vitamina C contiene... :mrgreen:

    Perdona la Battutaccia Prof. Vincenzo.

    Certo, l'idea di mini buchi neri nati all'inizio della storia dell'universo per collasso diretto di materia barionica è interessante non poco.

    Potrebbero essersi formati veri e propri cluster di mini buchi neri, diventati da subito il centro attrattivo di massa e responsabili diretti della formazione delle galassie, una parte di loro sarebbe rimasta in orbita nelle galassie anche nel tempo "presente" come la nostra arancia.

    Le implicazioni che questo comporterebbe nello spiegare la massa mancante sono novevoli, anche se personalmente, da sempre ritengo che le incongruenze delle curve di rotazione sia dovuto più ad un errore di metodo di calcolo che alla presenza di massa trasparente. (Come lo studio della brillante Prof.ssa MariaTeresa Crosta lascia intravedere)

     

    Un saluto a tutti gli appassionati.

     

  2. caro Massimo,

    non solo mini buchi neri, però. Si sarebbero potuti creare enormi buchi neri nelle prime fasi dopo il Big Bang. Il vero problema per i mini è quello della durata. C'è ancora troppo da imparare.

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