13/12/16

Sempre di “morte” stellare si tratta, però… **

Questo articolo è stato inserito nella serie "L'Infinito Teatro dei Buchi Neri", che raccoglie in modo organico gli articoli più significativi sull'argomento.

 

Una supernova mai vista, incredibile, ultra luminosa. Si deve fare subito un programma e un modello che la spieghi... No, no, aspettiamo un attimo e facciamo parlare le osservazioni.

Una supernova avverte l’Universo vicino che una stella gigante è arrivata al suo ultimo atto prima di trasformare quello che le  rimane in un nucleo di materia veramente speciale. Una “morte” violenta, scenografica e fondamentale per la creazione degli elementi più pesanti e degli oggetti più strani del Cosmo: stelle di neutroni e buchi neri. Una morte molto utile che ha fatto perfino prendere un nobel a chi ha visto nelle supernove di un certo tipo un metro perfetto (forse troppo…) per misurare le distanze.

Non è molto (QUI) che abbiamo parlato di una supernova che sembrava superare ogni limite. Un’esplosione violentissima e luminosissima che è diventata veramente mostruosa quando ci si è accorti che la sua luce aveva impiegato ben 3.8 miliardi di anni luce per arrivare fino a noi.  La supernova più luminosa mai osservata e giù teorie su  magnetar eccezionali e cose del genere.

Noi avevamo preso un po’ in giro quella notizia e soprattutto quelle spiegazioni. Ma chi siamo noi per mettere in dubbio certe elucubrazioni mentali di altissimo livello? Presto detto, siamo umilissimi appassionati che usano la propria testa e che pensano che prima di concludere qualcosa sarebbe meglio aspettare un pochino e non aver fretta di innalzare castelli di carta rapidissimi e fragilissimi. Ma si sa… ormai bisogna arrivare per primi a tutti i costi e poi si trattava della “PIU’” luminosa supernova (QUI)

E se invece di una super stella si trattasse solo di un coniglio che ha urlato a squarciagola prima di essere sbranato da una volpe molto scaltra (tanto per restare in tema del recente QUIZ)? Normalmente una supernova si spegne abbastanza rapidamente seguendo una certa curva di caduta. E, invece, questa non ne aveva nessuna voglia e per undici mesi ha fatto bella mostra di sè. Una supernova ancora più strana? Forse ritoccando il programma si poteva anche preparare a tavolino. Magari con l’aggiunta di una brana o di una stringa… e un po’ di materia oscura, che non guasta mai.

Fatemi richiamare quanto avevamo scritto alla fine dell’articolo che riportava la scoperta di ASASSN 15th (già il nome è un programma):

Non resta che andare a studiare meglio la galassia che ospita questo faro eccezionale. Lo farà Hubble quest’anno. Cercherà di vedere dove è situata la piccola stella così pretenziosa. Se dovesse coincidere con il centro della galassia, saremmo costretti a rivedere l’ipotesi magnetar e pensare che quella nebulosità considerata un resto di una supernova potrebbe invece essere materia attorno al buco nero. Un buco nero, però, fuori del comune con qualche reazione nucleare nei suoi paraggi mai verificata finora. Insomma, dalla padella alla brace. Sì, l’Universo sa proprio divertirsi alle nostre spalle…

Più che divertirsi, l’Universo, si meraviglia della smania di trovare conclusioni immediate ai regali eccezionali e un po’ misteriosi che ogni tanto ci fa. Una spiegazione alternativa è proprio quello che sta venendo fuori, dopo che le osservazioni hanno permesso di capire un po’ meglio la situazione.

La stella in questione è molto probabilmente una stella come il Sole e la sua fine molto meno eclatante. Essa sarebbe stata catturata, al pari di un coniglio, dal buco nero centrale della galassia, la volpe molto affamata. L’urlo di disperazione e la distruzione completa causata dalle forze di marea del buco nero non hanno avuto problemi a far raggiungere temperature e luminosità incredibili alla straziante scena di “caccia” (ricordiamoci, però che anche i buchi neri devono sostenersi per far vivere al meglio la loro numerosissima famiglia di stelle, gas e polvere. Non diventiamo “vegani” stellari, mi raccomando…).

Un punto luminoso straordinariamente brillante apparso in una galassia distante, chiamato ASASSN-15lh, era stato interpretato come la supernova più brillante mai vista. Ma nuove osservazioni da diversi osservatori, tra cui l'ESO, ne hanno messo in dubbio la classificazione. Un gruppo di astronomi propone infatti che la sorgente sia un evento ancora più estremo e raro: un buco nero in rapida rotazione che riduce a brandelli una stella che gli si è avvicinata troppo. Fonte: ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser
Un punto luminoso straordinariamente brillante apparso in una galassia distante, chiamato ASASSN-15lh, era stato interpretato come la supernova più brillante mai vista. Ma nuove osservazioni da diversi osservatori, tra cui l'ESO, ne hanno messo in dubbio la classificazione. Un gruppo di astronomi propone infatti che la sorgente sia un evento ancora più estremo e raro: un buco nero in rapida rotazione che riduce a brandelli una stella che gli si è avvicinata troppo. Fonte: ESO, ESA/Hubble, M. Kornmesser

Possiamo sperare di vederla cadere nella bocca della volpe, seguendo la sua linea ferroviaria decisa dalla curvatura spaziotemporale (ne abbiamo appena parlato QUI)? Purtroppo no. L’orologio della materia che cade sta rallentando sempre di più mentre lo osserviamo. La sua luce deve faticare per riuscire a mandare un segnale dei momenti più tragici e si sposta a lunghezze d’onda che non saremo in grado di rilevare e il tempo che impiegherà per raggiungerci tenderà a infinito.

La Natura, spiegata così bene dalla RG, ci vieta di vedere il momento più truculento e impressionante… una specie di censura. Non è la TV e le macchie di “sangue” preferisce non mostrale in primo piano, magari aumentando con qualche tecnica speciale il loro colore. L’Universo segue la linea migliore, la più utile, la più armonica. Anch’esso ha i suoi binari ferroviari predisposti con perfetta geometria.

Ci dobbiamo accontentare di un disco di accrescimento e di immaginare la povera stella diventare un piatto di spaghetti “tirati” a regola d’arte dalle forze mareali.

Le osservazioni seguenti alla scoperta sembrano confermare questo scenario, anche se appare necessario che il buco nero sia in rapida rotazione (buco nero di Kerr) e sia in grado di trascinarsi anche lo spaziotempo in questa danza frenetica. Forse la verità non la sapremo mai, ma di sicuro ci stiamo avvicinando. L’articolo sui buchi neri di Kerr usa link di un altro sito (sempre scritti da me), che un po’ alla volta trasporteremo qui da noi, entrando un po' alla volta nel mondo dei buchi neri. Un  po’ di pazienza.

Articolo originale QUI

Qua sotto un bel video che mostra una rappresentazione artistica della cattura del coniglio... ops... della stella!

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