9/12/16

Cosa significa l’aggettivo “oscuro”? Il re è sempre più nudo! **

Questo articolo è stato inserito nella pagina d'archivio dedicata alla MATERIA OSCURA, nella quale troverete una selezione di articoli sull'argomento e le motivazioni della nostra impostazione critica a riguardo

 

Cari amici, questo articolo rappresenta una mia personalissima analisi del problema, ancora completamente irrisolto, della materia e dell’energia oscura, ciò che dovrebbe dominare l’intero Universo, ma che continua a non vedersi assolutamente. Purtroppo, io non ho la mente di Einstein e non potrei mai imporre una visione soggettiva senza avere dati osservativi in possesso. Non me la sentirei certo di dire che lo spaziotempo è incurvato dalla massa/energia senza rischiare fischi e calci là dove non batte il Sole. Tuttavia, a tutti è permesso usare la logica e il ragionamento e io solo questo vorrei fare, attenendomi alla realtà dei fatti, eliminando ogni vestito apparentemente regale, che io, nella mia infantile limitatezza, continuo a non riuscire a vedere.

La parola “oscuro” ha un significato abbastanza “chiaro” nella mia mente: “Qualcosa che non riesco a vedere”. Le possibilità sono due: o non esiste niente che debba vedere oppure c’è un “qualcosa”, ma i miei occhi non riescono a raccogliere la sua luce troppo fioca. Forse, tra poco, potremo anche “sentire” attraverso le onde gravitazionali, ma, per il momento, dobbiamo rassegnarci: l’unico modo per ricevere informazioni dal Cosmo è catturare la luce, che i suoi attori inviano dappertutto.

La materia e l’energia oscura non emettono luce per definizione e perciò siamo obbligati a cercare di quantificarle ricorrendo a stratagemmi indiretti. In fondo, lo facciamo già abbastanza bene sfruttando le idee di quel pazzo visionario di Einstein. Luce o non luce, una massa è in  grado di deformare quella che gli passa vicino e lo può fare anche se si tratta quella di un oggetto delle dimensioni planetarie, che non emette praticamente nessuna luce. Stiamo, ovviamente, parlando dell’effetto lente e del microlensing, in particolare, capace di individuare l’esistenza di piccoli pianeti del tutto invisibili, in base a come essi riescano a  “scuotere” la luce che proviene da lontanissime sorgenti, ben più potenti.

La gravità riscritta da Einstein ci permette, perciò, di vedere l’invisibile, attraverso gli effetti piccolissimi che la luce è costretta a subire: altro che linea retta… essa deve seguire strade piene di curve e controcurve ( Feynman mi perdoni...).

Fino a qui, nessun  problema. Tuttavia, nessuno si sognerebbe di parlare di materia oscura quando un pianeta si diverte a deformare la luce in arrivo. Anzi, sarebbe materia estremamente reale. Rimane solo il fatto che non vediamo comunque il pianeta, ma solo il suo effetto. In qualche modo resta l’aggettivo oscuro, ma sappiamo bene a cosa riferirlo.

Passiamo, allora, alla materia oscura. Leggiamo, sempre più spesso, che è stata disegnata una mappa della materia oscura; sono pronti strumenti in grado di “vederla”; ci sono segnali chiarissimi nella radiazione cosmica di fondo: intorno alle galassie o all’interno degli ammassi galattici si dipingono di azzurro o di altri tenui colori zone molto estese che rappresentano la materia oscura. Alla fine, le persone non addette ai lavori (ma anche tanti di quelle) cominciano a crederci e pensano di avere davanti, finalmente!, immagini reali della materia oscura. In altre parole, essa è diventata visibile e non è più oscura.

Fermi tutti e ragioniamoci un po’ sopra anche senza avere il genio di Einstein…

Prendiamo un'immagine come quella che segue. Se si legge la didascalia vi è scritto che rappresenta la distribuzione di materia oscura tra noi e oggetti estremamente distanti. Improvvisamente, la materia oscura è diventata luminosa. Una conquista da premio Nobel… ma niente, non se ne parla nemmeno. In realtà, quello che stiamo vedendo è soltanto la deformazione della luce di lontane sorgenti durante il suo passaggio attraverso l’Universo. Dato che si vedono deformazioni, ma non si vedono masse, se ne conclude che i disturbi osservati sono dovuti alla materia oscura. Punto e a capo.

Questa mappa della materia oscura nell’Universo è stata ottenuta da dati ottenuti con la KiDS Survey, utilizzando il VLT dell’ESO. La materia oscura è sta evidenziata con il colore violetto. Questa immagine è stata realizzata analizzando la luce di oltre tre milioni di galassie più distanti di 6 miliardi di anni luce da noi. Le immagini delle galassie sono state deformate dalla massa della material oscura diffusa nello spazio, tra le sorgenti e l’osservatore. Fonte: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO Una descrizione drastica, senza tentennamenti… ma poi, leggendo…
Questa mappa della materia oscura nell’Universo è stata ottenuta da dati ottenuti con la KiDS Survey, utilizzando il VLT dell’ESO. La materia oscura è sta evidenziata con il colore violetto. Questa immagine è stata realizzata analizzando la luce di oltre tre milioni di galassie più distanti di 6 miliardi di anni luce da noi. Le immagini delle galassie sono state deformate dalla massa della material oscura diffusa nello spazio, tra le sorgenti e l’osservatore. Fonte: Kilo-Degree Survey Collaboration/H. Hildebrandt & B. Giblin/ESO
Una descrizione drastica, senza tentennamenti… ma poi, leggendo…

Succede praticamente la stessa cosa negli ammassi galattici o attorno a singole galassie. La luce di una sorgente molto più lontana viene “piegata” secondo le regole di Einstein. Misurandone gli effetti si può risalire alla massa che ha causato la deformazione. In modo indipendente si misura la massa di ciò che riusciamo a vedere (galassie, gas caldo) e si fa la differenza. Se osserviamo meno massa di quella prevista da Einstein siamo di fronte a materia oscura. Essa resta invisibile, ma i suoi effetti sono perfettamente determinati.

Che sia veramente “massa” invisibile o massa che non può vedersi, per motivi banalissimi di incapacità di ricevere la sua fioca luce,  è cosa considerata trascurabile. Materia oscura deve essere e si cercano in tutti i modi, in laboratorio, le particelle che la formano. Particelle talmente assurde che non si riescono a trovare. Altro che oscure, sono proprio dispettose (meriterebbe che Mauritius ci scrivesse un  racconto…)

Il fatto è che, accettando per sicura l’esistenza di questa “araba fenice”, si sono costruiti modelli dell’evoluzione dell’Universo che si appoggiano completamente a lei. Si sono addirittura trovate le prove (???) nella radiazione cosmica di fondo. Quanto siano prove o invece solo illazioni è ancora cosa estremamente ambigua.

Ed ecco, allora, che mentre si continuano a pubblicare mappe e fotografie della materia oscura e si costruiscono modelli sempre più contorti dell’evoluzione dell’Universo, si susseguono (di pari passo, ma in silenzio…) ricerche osservative che sembrano scardinare le basi fondamentali della materia oscura, prima fra tutte la rotazione delle galassie.

Poi si scopre gas freddo a iosa tra galassia e galassia e non ci si ricorda più che la famosa “fase oscura” dell’Universo era oscura proprio perché il gas che era contenuto in abbondanza non poteva emettere luce e nemmeno fare passare quella che qui e là cominciava a essere prodotta. Eppure era "nebbia" dotata di massa normale e non era materia oscura.  A volte, poi, il gas non è veramente freddo, ma non sufficientemente caldo per farsi notare dai nostri strumenti, dopo viaggi irti di pericoli  e di incidenti sul percorso.

Cari amici, scusate se mi permetto l’azzardo…  l’Universo non è sicuramente vuoto (e non voglio certo parlare del vuoto quantico), ma è sicuramente pieno di gas più meno diffuso, gas che forse non ha mai avuto la possibilità di costruire qualcosa e di mettersi in … luce.

Torniamo all’immagine che è stata mostrata prima e leggiamo con più attenzione quello che dice uno degli autori: “ Il risultato indica che la materia oscura nel Cosmo, che deve dare ragione di almeno un quarto di ciò che esiste nell’Universo, è molto meno densa di quello che si pensava”. Tradotto in parole terra-terra: “Le deformazioni subite dalla luce durante il suo viaggio sono ben più modeste del previsto e non mostrano gli addensamenti dovuti ai modelli di materia oscura”. Io direi: “Forse esiste solo materia invisibile ma normale”. Altri, invece, continuano a dire: “La materia oscura si distribuisce in modo diverso… dobbiamo rivedere i modelli…”.

L’autore continua: “ Questo risultato sorprendente permette di rifinire (o stravolgere?) i nostri modelli teorici che spiegano come l’Universo si sia evoluto dalla nascita fin ad oggi”.

E ancora: “Noi vediamo una stimolante discrepanza con quanto dimostrato (?) da Planck (sulla radiazione di fondo). Non ci resta che aspettare il satellite Euclide e il LSST (Large Synoptic Survey Telescope) per ripetere le misure e capire meglio ciò che l’Universo vuole veramente dirci”.

Insomma, chi vuole leggere tra le righe, non ha grandi difficoltà a dire: “Ciò che si era preso come prova della materia oscura,  secondo i dati di Planck, non corrisponde assolutamente a ciò che è stato osservato direttamente dalla luce che ha attraversato il Cosmo. Probabilmente la teoria che si basava su un comodo aiuto invisibile è da stravolgere completamente e forse è meglio che si torni allo studio delle osservazioni, senza lampi di genio contorto che tali forse non sono”.

Ricordiamoci che oggi non esiste, di certo, un personaggio così convinto delle proprie idee, anche se apparentemente prive di senso, da continuare senza alcuna paura, sicuro che prima o poi le prove sarebbero venute. Alla faccia di premi Nobel o di velate prese in giro...

La differenza tra il suo cervello e quello dei grandi teorici di oggi è probabilmente simile a quella che esiste tra la massa di Giove e quella del piccolo asteroide di due metri. Anche quest’ultimo serve a qualcosa ed è Universo, sicuramente, ma un po’ di umiltà sarebbe più che auspicabile.

La stessa cosa, in fondo, capita per l’energia oscura. Un qualche cosa su cui lo stesso Einstein era ancora molto dubbioso (prima non l’ha inserita e poi l’ha inserita giudicandolo un mostruoso errore). Comunque sia, aveva già capito che qualcosa ancora non quadrava nell’evoluzione a grande scala dell’Universo e i suoi primi tentativi di spiegazione erano talmente geniali che oggi sono stati ripresi pari pari, cambiandone il nome (e aggiungendo l’aggettivo oscuro che fa tanto fine e impegna poco)  e regalando già un Nobel che fa fatica a stare in piedi.

Le supernove Ia non sembrano così standard come si vorrebbe e il vuoto quantico potrebbe aiutare la teoria della relatività generale, arrivando finalmente a quell’abbraccio tra relatività e meccanica quantistica che solo una mente come quella di Einstein (o di molti suoi amici ormai scomparsi) potrebbero veramente rendere di dominio pubblico.

In queste pagine, abbiamo spesso parlato di osservazioni e di teorie che potrebbero scardinare un modello che non si vuole distruggere dato che serve a molte “mezze” figure scientifiche che possono sperare di essere considerati “grandi” solo perché cambiano qualche parametro (senza motivi veramente osservativi) nei programmi ormai standard e che girano per i fatti loro.

Complicando le cose è facile ottenere ciò che si vuole e la parte “oscura” dell’Universo resta “oscura” con grande piacere di un certo tipo di scienziati sempre più frequenti. Ricordate il paragone tra Picasso e un "imbrattatele"? Beh… per essere un vero genio dell’arte bisogna avere delle basi solide e non basta far muovere a caso un pennello su una tela.

So che molti non accetteranno queste mie riflessioni, fatte a voce alta. Magari verrò considerato un complottista, come sembra avvalorato anche dalla mia visione critica del riscaldamento globale. Probabilmente hanno ragione loro e potranno ridere di quanto ho scritto e aspettare, con fiducia e competenza, nuove straordinarie immagini di materia invisibile per definizione, veri e propri vestiti lussuosi immaginari.

Poco male… in fondo, in  fondo, penso che Einstein, pur rendendosi conto della mia limitatezza scientifica, possa darmi una manata sulla spalla, contento della mia umiltà e sincerità. Non è facile dire che il re è nudo, soprattutto se non si è più bambini…

Articolo originale QUI.

Abbiamo scritto moltissimi articoli che incrinano, in vari modi, materia ed energia oscura o, quantomeno, cercano di mettere in “luce” i loro limiti. Con un po’ di pazienza si possono trovare nell’archivio e sono convinto che il nuovo enorme lavoro di Daniela e Giorgio possa quanto prima  aiutare enormemente in questa ricerca. Sì, penso proprio di avere scritto troppo e in modo piuttosto disordinato...

12 commenti

  1. Mario Fiori

    Non ti preoccupare Enzo hai espresso bene ciò che dovevi dire e che, d'altra parte, hai sempre sostenuto chiaramente.

    Tutta questa "oscurità" nasconde la voglia di emergere a tutti i costi con gli odierni metodi , ossia il sensazionalismo, la sorpresa ad ogni costo e  subito, l'emergere del nulla senza poi accorgersi che , con metodo e pazienza, si potranno scoprire veramente grandi cose.

  2. grazie Paolo... sei grande come sempre!!!!!

  3. Giannibolzonella

    Le forze oscure stanno tutte su una Brana parallela alla nostra e da lì esercitano gravità sul nostro mondo.O forse è una super Brana.Basta solo dimostrare che esistono le Brane.Sicuramente,garantisco di persona,che esistono gli imbranati che sono residui fossili di quando le Brane erano ancora incollate.Poi vennero gli Svizzeri che guardando dall'alto delle loro montagne le Brane,inventarono le sottilette Krafft,rendendo la vita più facile alle casalinghe e gli stomaci più sazi.

  4. E la nuova visione dell'universo è servita!!!! In fondo Einstein era ancora un fanciullo alle prime armi...

    Se Gianni mi permette, io avrei una modifica da fare. Per poter passare dagli im-branati ai branati, gli Svizzeri fecero dei buchi (i buchi neri svizzeri, appunto) e inventarono il Gruviera... Provate a passare attraverso uno di quei buchi e vi troverete nel mondo delle brane....

    Grazie Gianni per queste tue pillole di scienza ultramoderna :wink:  :roll:  :-P  :mrgreen:

  5. Gimar

    Se la parte sconosciuta fosse il 5%, ma rimane da chiarire il 95% ("oscuro" "chiarire"  :lol: ). Non è così semplice far finta di niente. Capisco che oggi la ricerca è condizionata dal bisogno di andare comunque avanti e dall'esigenza dei ricercatori di pubblicare, ma questo vale anche per chi non è allineato con le idee correnti. Non riesco a prendere una posizione, diciamo che aspetto.

  6. Gianni Bolzonella

    Ha!Ha!Ha! :-P  :-P  :-P

  7. Giannibolzonella

    Un racconto di Rol – senza data – sul suo primo incontro con Albert Einstein (pare si siano poi incontrati di nuovo):

    . In quei giorni Einstein si trovava in Svizzera e mi condussero da Lui. Forse non mi resi neppure conto in quel momento della gran fortuna che mi venne incontro improvvisa. Alla presenza di Einstein, confesso, mi sentii turbato anche perché la persona che mi aveva accompagnato disse che io facevo con le carte da gioco "delle cose strane" e fui invitato a mostrare al Maestro qualcosa dei miei esperimenti. Ricordo che cosa pensavo che avvenisse. Io parlai dello "spirito" attribuendo tutto alle sue possibilità.
    Egli non fece commenti ma mi disse che voleva farmi un dono col quale avrei risolto più facilmente i problemi della mia vita.
    "Mi dica, giovanotto, cos'è la luce?" Incominciai allora a ripetere quanto avevo studiato in liceo, parlai della velocità dei fotoni, ecc. ecc. "No, no", mi corresse, "voglio una definizione della luce". "No, non sono in grado di esprimerla", gli risposi. Allora Einstein disse: "La luce è un'ombra". Dissi che non comprendevo. Eravamo alcune persone sedute intorno ad un tavolo con un lampadario acceso al soffitto. Allora egli tese un braccio verso il centro del tavolo, tenendo la mano allungata. Con l'altra mano picchiò sul dorso di quella tesa e disse: "Questa mano è materia, proietta quindi un'ombra scura. Ma se la mia mano fosse Dio, proietterebbe luce, poiché Dio è spirito".
    Poi, vedendo che forse non comprendevo, aggiunse: "Se tutte le cose che ci interessano, volessimo conoscerle meglio per comprenderle, dovremmo saperle esaminare collocandole sotto l'angolazione spirituale giusta. Con le sue carte da gioco, Lei ha parlato di spirito, provi un po' a pensare a quello che Le ho detto"».

    (tratto da: Rol, G.A., “‘io sono la grondaia...' Diari, lettere, riflessioni di Gustavo Adolfo Rol”, a cura di C. Ferrari, 2000, p. 15-16)

  8. bellissimo e profondo aneddoto, Giannic he fa vedere i complessi risvolti della mente di Einstein..

    A Gimar, posso dire solo che chi è mai che ha stabilito cos'è il 100% di qualche cosa, Non certo dell'Universo. Non si può dire che manca il 95 %di qualche cosa se non si conosce qual'è la sua totalità

    Inoltre, attenzione che l'energia oscura potrebbe essere legata al vuoto quantico e allora i numeri salirebbero naturalmente...

    Comunque, non sono certo io che posso stabilire chi ha ragione... Posso solo dire che le prove sono terribilmente modeste e troppo pasticciate all'interno di teorie costruite " ad hoc"... Mi limito a Einstein e alla MQ e mi basta e avanza per imparare ancora moltissimo!

  9. Gimar

     

    "Inoltre, attenzione che l'energia oscura potrebbe essere legata al vuoto quantico e allora i numeri salirebbero naturalmente..."

    A proposito di questo mi ricordo di aver salvato questo articolo un po' di tempo fa: https://medium.com/the-physics-arxiv-blog/how-the-nature-of-information-could-resolve-one-of-the-great-paradoxes-of-cosmology-8c16fc714756#.fpge8v4ac

    Una possibile spiegazione?

  10. una teoria, bella, ma una teoria. Sappiamo ancora tropo poco su come la MQ interagisce con il macrocosmo  e se può farlo. Ne segue che gli ordini di grandezza diventano insignificanti ...

    Spiegazione? Beh... non sono certo io a poterla dare. Le differenze esistono veramente? E se sì, quale valore è quello giusto? Finché RG e MQ restano scollegate possiamo dire ben poco...

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