Lug 12

Un tuffo nella cultura (e non nel solito mare affollato).

Questo articolo è inserito nella sezione d'archivio "Arte, Letteratura, Racconti"

Questo è un blog di astrofisica e, come tale, vuole raccontare la bellezza e la perfezione dell'Universo. Molto spesso (sempre più spesso) ci dimentichiamo di farne parte e manifestiamo comportamenti e pensieri che ci scagliano proprio all'opposto, nell'ignoranza e nella futilità più becera. Ma non è sempre stato così e la storia antica ce lo insegna. Per cui non penso di andare fuori tema ricordando di cosa è stato capace l'homo sapiens, prima di diventare homo smartphonicus. In pratica, brevi appunti di viaggio tra cultura, bellezza, armonia e capacità di pensare con la propria testa.

Per cercare di rompere con la claustrofobia del coronavirus e con la tragedia che ci ha investito da poco, mia figlia ed io abbiamo deciso di fare un breve viaggio culturale e artistico in una Italia, per la gran parte, ancora segreta a molti. Ben lontano dalle spiagge dove regna sovrano il piacere imposto dai media e da uno o più cellulari che pensano per noi. Come diceva una canzoncina di parecchi anni fa: "Tutti al mare, tutti al mare... a mostrar le XXXX chiare!"

Pochissimi turisti, ovviamente, ... a volte del tutto soli. No, non è la paura del virus, dato che le spiagge erano affollatissime e i tavolini messi uno accanto all'altro per le "movida" serali, con il beneplacito di chi dovrebbe controllare, e invece si volta dall'altra parte.

Possiamo pure cominciare da mille anni avanti Cristo (secolo più secolo meno) quando fu costruita l'acropoli di Alatri (cittadina del Lazio, in provincia di Frosinone). Le mura che la sostenevano sono ancora perfettamente conservate, con i giganteschi massi perfettamente aderenti uno all'altro (solo il tempo e la mancanza di manutenzione hanno creato spazi vuoti). In alcuni punti si contano ben 14 filari sovrapposti e la suggestione è profonda.

Non parliamo poi della porta maggiore, dove, come architrave, è stato utilizzato un monolito impressionante, di oltre 5 metri di lunghezza e del peso di circa trenta tonnellate. Stupefacente è dir poco, soprattutto se si pensa che è stato sollevato e sistemato con la tecnologia di allora (ma anche con il cervello di allora...).

"Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli ma soltanto anni, provai un'ammirazione per la forza umana assai maggiore di quella che mi aveva ispirata la vista del Colosseo… una razza che poté costruire tali mura, doveva già possedere un'importante cultura e leggi ordinate".     Ferdinand Gregorovius

Un salto di qualche secolo ed eccoci ad Ostia Antica. Sì, proprio Ostia, ma non quella delle famiglie mafiose di oggi e di un litorale pieno di spazzatura e di bagnanti "moderni". Parliamo di una città portuale dell'Impero Romano (il vero porto commerciale di Roma) che è arrivata a contare quasi 100 000 abitanti. Una città di grande vivacità, conservatasi in modo meraviglioso grazie alla terra che l'ha seppellita e che ancora la copre per più della metà della sua estensione. Ovviamente mancano i fondi per proseguire gli scavi...

Ricostruzione di Ostia Antica, tra il Tevere e il mare.

La parte affacciata sul Tevere era il vero punto focale, con gradinate e spianate che permettevano di passeggiare e di assistere all'arrivo e alla partenza di navi provenienti da tutto il mondo conosciuto. Eh sì, a quei tempi poco importava il colore della pelle, la religione e le altre fandonie odierne. Nessuno perdeva tempo a guardare lo smartphone o a parlare attraverso di lui con la persona che gli stava accanto. Erano presenti luoghi di culto di ben undici differenti religioni, ma quello era il mondo, il vero mondo che l'impero aveva costruito secondo leggi e regole sicuramente più lucide e aperte di quelle odierne.

Gli spazi pubblici erano moltissimi, con fontane, piazze e un sistema idrico che oggi molto spesso ci sogniamo.

Vi erano perfino latrine funzionanti! provate oggi a trovarle nei parcheggi lungo le autostrade.

Moltissime terme, il teatro, il foro, gli uffici degli armatori che nei pavimenti mostravano a mosaico le loro navi e le loro rotte.

Due navi, il faro e un delfino gigantesco
nave per Porto Torres
nave per Cagliari

Chiudiamo gli occhi e ci sembra di sognare. Poi li riapriamo e ci accorgiamo di essere arrivati nel quartiere popolare, con veri e propri condomini alti parecchi piani. Niente lusso, ovviamente, ma se li paragoniamo a certe periferie odierne... beh... lasciamo perdere! La cosiddetta Casa di Diana è fantastica... se ne conservano due piani, ma ne aveva altri tre superiori.

La Casa di Diana

Era il luogo della "movida" di allora, con una serie di negozi e botteghe.

Ricostruzione della Casa di Diana

Era il luogo della "movida" di allora, con una serie di negozi e botteghe. Alcune sono quasi intatte, e, appoggiandomi al bancone, mi è venuta voglia di chiedere una coppa di "merum", tanto la situazione sembrava ancora viva.

 

Poco dopo anche una rivendita del pesce e una macelleria. Un senso di meraviglia davanti a una "celebre" osteria, con tanto di pergolato esterno e tocchi di lusso alle pareti.

Taverna dei pescivendoli

Scorci di vita, cultura, arte e storia. E poi eccoci nelle zone della media borghesia, delle case con affreschi e mosaici, dove si affittavano alloggi ai commercianti e ai "turisti"(?). Non mancavano certo le ville dei "ricchi" con cortili, ninfei e sale fastose.

La maggior parte era costruito dall'amministrazione locale e le regole da seguire per il decoro e la pulizia erano ferree. Un mondo di duemila anni fa o quello che sogniamo per il futuro e che non avremo mai?

Beh... cari amici, abbiamo passato sei ore a crogiolarci a Ostia Antica, di meraviglia in meraviglia e il chiassoso vociare dei bagnati di Ostia moderna era sempre più lontano.

Un salto non enorme ed eccoci nella villa dell'imperatore Adriano a  Tivoli. Terme, templi e un favoloso specchio d'acqua ai bordi del quale si svolgevano banchetti e spettacoli.

Sicuramente non adatti alle educande, ma se pensiamo alla giunta della Regione Lazio che faceva i festini con le maschere da maiale... Bellissime caserme per i vigili, magazzini per le cibarie e le libagioni, appartamenti per la servitù. Solo lusso? Eh no! Adriano era uomo di grande cultura che aveva girato in lungo e in largo il suo impero. Sapeva molte lingue e non si curava certo di che colore avessero la pelle i suoi "sudditi". Non per niente si vedono ancora due biblioteche, una greca e una latina, dove si recavano gli uomini di pensiero, i filosofi, gli studiosi, per poi riunirsi a discutere nel ninfeo adiacente che ancora oggi stupisce per l'armonia e la serenità.

Un salto più grande e arriviamo ad Anagni, la città dei Papi e del famoso schiaffo di Bonifacio VIII. Cittadina di aspetto medioevale ha il suo gioiello nella poderosa cattedrale romanica che possiede una cripta che sembra appena finita di costruire. Stiamo parlando di quella che viene chiamata la Cappella Sistina del Medioevo, uno scrigno che dovrebbe essere uno dei grandi tesori della cultura italiana e che, invece, ci ha visti i soli visitatori (almeno nell'ora che siamo rimasti al suo interno). Una quasi assurda perfezione nella presentazione museale, con luci che si accendono e si spengono all'entrata e all'uscita. Non sembra nemmeno di essere in Italia dove le cose sono state costruite ma poi se non funzionano... chi se ne frega!? Ormai le mazzette sono state distribuite e i soldi pubblici diventati privati alla faccia nostra. Un tripudio di affreschi con i colori, tra cui il celebre "blu", conservati perfettamente.

Si notano almeno tre mani diverse di maestri che permettono di ripercorre l'evoluzione della pittura dell'XI, del XII e del XIII secolo. Uno, in particolare, anticipa la visione geometrica, quasi prospettica, con punti di arrivo sia nell'impostazione che nell'arditezza del tocco che rivaleggiano con lo stesso Giotto. Senza averla vista almeno una volta non si può dire di conoscere la pittura italiana!!

Un'altra boccata di pura cultura, arte e storia è il Santuario del Sacro Speco di Subiaco. Dapprima colpisce la sua straordinaria posizione, "schiacciato" com'è contro la roccia, in cui è per la gran parte scavato, poi colpisce il susseguirsi di ambienti tutti affrescati e con pavimenti  meravigliosi che coprono secoli, andando dall'ottavo secolo fino al quindicesimo.

Una bellezza e una serenità senza paragoni, rappresentata perfettamente da quello che è probabilmente il monaco custode. Intento a pulire il giardino ci ha detto che nei mesi di "chiusura virale" si è sentito un poco San Benedetto nel suo eremitaggio: pace e silenzio, a parte il canto degli uccelli, e tanto tempo per pensare e riflettere (senza cellulare!).

Con gli occhi pieni di meraviglie, ma anche di gran caldo, niente di meglio che fare una sosta al fresco delle gole dell'Aniene  nello splendido laghetto di San Benedetto impreziosito da una spumeggiante cascata.

Tra parentesi, il percorso del fiume, che si incunea tra specchi d'acqua e antichi ponti è stato magicamente "adattato" dal "terribile" Nerone che qui aveva una villa e che dimostra come le dicerie sul suo conto siano ben diverse dalla realtà storica. Confrontiamolo pure con i "grandi" di oggi...

Abbiamo visto altre cose meravigliose che ci hanno dato molta carica,  ma anche tanta spazzatura per le strade, la mancanza quasi assoluta di cartelli stradali (si DEVE viaggiare solo con il tomtom) e quei pochi nascosti dalla vegetazione, tanta incuria, disprezzo per il prossimo, cafonaggine ed egoismo. E più ci si avvicinava al mare e peggio diventava. Tutti in piedi o seduti con gli occhi solo per il cellulare e tanta maleducazione, arroganza, menefreghismo. Giovani accalcati, mancanza assoluta di controlli, prezzi aumentati (tanto, come al solito, pagano sempre gli stessi). Sì, cari miei, il turismo continua ad esserci, ma è quello all'italiana che vede come unico divertimento un ombrellone, una spiaggia e un mare banale e sempre uguale oppure una abbuffata tra urla sguaiate e mancanza di rispetto.

Il luogo tipico delle vacanze italiane (di oggi)

Sono sicuro che sia io a sbagliare e che non riesca a capire i veri piaceri piaceri della vita. Una volta non c'era la democrazia e il consumismo, la tecnologia era quasi inesistente e si doveva usare la testa, i poveri erano moltissimi e si faceva la fame (oggi, invece...). Come siamo migliorati, accidenti!

Tuttavia, se mi avessero servito il "merum", che avevo mentalmente chiesto nell'osteria di Ostia Antica, forse avrei scelto di non tornare alla realtà di oggi.

Insomma... non ci resta che piangere!

P.S.1: ovviamente questo breve resoconto rispecchia solo e soltanto il mio pensiero che può essere completamente sbagliato (la vera pecora nera sono probabilmente io).

P.S.2: le foto non sono mie. Ho deciso di non prenderne più  (tanto nessuno le rivede) e di immagazzinare tutto con i soli occhi e la memoria.

 

QUI il racconto del viaggio dal punto di vista di mia figlia Barbara

 

17 commenti

  1. Adriano

    Bellissimo, avevo già intenzione di fare un tour simile. Quest'anno appena posso parto per vedere questi luoghi

    meravigliosi :wink:

  2. michele celenza

    No Vincenzo non è solo il tuo pensiero ma condivido quanto da te esposto: non siamo affatto migliorati gli antichi romani che ci hanno preceduto ci hanno dato esempio di civiltà intelligente. Oggi tutti pensano col telefonino, amano arrostirsi sotto il sole cocente delle spiagge ecc.

    Se sapevo che eri nel Lazio ti sarei venuto a salutare.

    Complimenti per il tuo viaggio nelle zone d'arte del Lazio mi hai fatto vedere cose che non sapevo pur essendo cittadino romano.

  3. Mi dispiace Michele, sarebbe piaciuto anche a noi conoscerti!

    In ogni modo, ragazzi miei, non ve ne pentirete!!! :-P

  4. Frank

    Ciao Enzone, gran bel tour, "riguardo alla cappella Sistina di Ostia" proprio qualche giorno fa ascoltavo il Prof. Barbero che ne parlava durante una conferenza. Tutte le volte che passo dal bel paese, con un paio di amici anche loro interessati alla storia e tutto quel che di artistico consegue, ci prendiamo qualche giorno come hai fatto tu. Il tuo pensiero non è sbagliato, è solo un poco "talebaneggiante". Probabilmente le percentuali di chi cerca di comprendere e chi no sono le stesse tra passato e presente, si oggi tanti sprecano le possibilità offerte dalla modernità, la maggioranza non se ne rende neanche conto. Si chiama consumismo, ricadiamo sempre li. Come sai ho preferito passare alla natura ma posso decidere di cambiare e tornare , sempre se non schiatto prima, le cose si stanno complicando parecchio. Magari potremmo fare un giro simile assieme, pensa che vantaggio per me avendo un esperto come te al fianco mi consentirebbe di prepararmi con leggerezza.

    PS non credo che ti sarebbe piaciuto, pare che il vino puro di allora fosse imbevibile se non allungato con l'acqua e per un raffinato degustatore come te il solo pensiero dovrebbe farti orrore.

  5. Alessandro

    Carissimo Enzo. .ti mancava il cisternone romano ad Albano laziale a pochi km da Nemi. . Da appassionato di opere idrauliche del passato, quella cisterna è un vero capolavoro. . Ancora funzionante. . Peccato il poco tempo a disposizione per parlare  .ma cmq avervi incontrato è stato un privilegio. .

  6. Alessandro

    Non so perché il msg l ha messo tra le virgolette :?:

  7. caro Frank,

    sarebbe proprio bello litigarne...ops ... parlarne assieme :-P  Comunque la Cappella Sistina del medioevo è ad Anagni :roll: . Sì, lo so, sono molto talebano, ma l'insieme di tanti fattori mi ha indurito non poco. Avrei bisogno di parlare un po' con te... (ho anche una porta che funziona male :mrgreen: ).

    So che il merum era una schifezza, ma meglio quello che la movida delle spiagge: l'avrei bevuto lo stesso!

    Caro Ale,

    speriamo che abbia ancora tempo di vivere in modo normale e avere contatti meno "severi". Un abbraccio...

  8. Frank

    Vedi che mi occorre un esperto, così non perdo tempo a cercare ad Ostia quel che si trova ad Anagni e senza neanche aver assaggiato il merum.

    Vediamo se riesco a detalebanizzarti un poco: come sai questa è una zona di agricoltura e allevamenti, non è raro dover sostare una ventina di minuti durante l'attraversamento delle mucche al cambio di pascolo o dirette alla mungitura. Un paio di settimane fa mentre percorrevo una strada secondaria vedo le mucche dirigersi all'attraversamento dirette alla mungitura, autonomamente e ben ordinate in fila ormai sanno cosa devono fare e a che ora. Di solito si accelera per non rimanere bloccati ma questa volta decido di passare l'attraversamento e di fermarmi ad osservare il tutto quindi mi accosto e metto l'auto di traverso sul prato ad una trentina di metri di distanza. Arrivano e vanno tranquille senza degnarmi di uno sguardo per la loro strada, saranno state 400/500 ma ecco l'inaspettato, una di loro comincia ad osservarmi poi si distacca dalla fila e piano piano si avvicina incuriosita dalla mia posizione inusuale e arriva fino a mettere il muso dentro l'auto, richiamata dal grido di un sorvegliante e tornata nella fila. La cosa mi ha sorpreso molto, tanto che ho riprovato il tutto alla prima occasione in un'altra zona e si è ripetuto in ugual modo anche qui una su alcune centinaia. Le prime erano pezzate le seconde tutte nere ma non credo sia determinate il colore. Notare che non capita, almeno a me non è mai successo, se si sta in attesa sulla corsia pronti a ripartire. Spero sia comprensibile dove voglio arrivare.

    PS ci vorrà un poco, oltre al border chiuso, da ieri sera abbiamo pure il "coprifuoco". Nel frattempo cerca di non restare chiuso dentro o fuori.

  9. caro Frank,

    sarà il coprifuoco o la mia talebanizzazione... ma non capisco dove vuoi arrivare con la mucca isolata. Mi vengono in mente varie possibilità: (1) la mucca è come me... una pecora (ops... mucca) nera che si discosta dalla norma; (2) solo una mucca su 500 ti trova attraente; (3) una sola mucca su 500 ha la patente e voleva guidare la tua macchina; (4) solo una mucca pensa al prossimo e voleva aiutarti credendoti in panne; (5) solo una mucca aveva il virus e te lo voleva passare (anche le mucche sono un po' cattivelle, a volte); (6) solo una mucca su 500 gioca a golf ... insomma, spiegati meglio...

    Il problema è il virus o ragioni diverse?

  10. Frank

    Lo sapevo che incasinavo tutto, la norma è uno su 500. Dura da accettare ma te ne devi fare una ragione, anzi penso che 1/500 sia molto ottimistico e per ora il sistema si regge sul giro creato dai 500. Riguardo le mucche prendo in considerazione le possibilità che hai elencato e verifico, ti faccio sapere.

    Il virus e i facenti parte dei 500 al governo.

  11. mi ricordo una canzone di Morandi (penso): uno su mille ce la fa. Temo che i 500 diventino presto 1000 e poi 10000 e via dicendo. Stiamo rimanendo veramente in pochi.

    Ah... ricordati di darmi l'email di quelle due mucche... potrebbero essere interessate al nostro blog...

  12. Frank

    Si ricordo Morandi uno di quelli che ha fatto buon uso dei 500. Non sono riuscito a scalfire minimamente il tuo talebanesimo, è vero il contrario percentualmente l'incremento degli "1" è molto maggiore ma in numeri assoluti si evidenziano i 500 che decrescono di 0,00000.... a parità di totale ovviamente, questo punto di vista è comunque troppo generalista.

    Rieccolo, antico, se vuoi ti do il contatto whatsapp la email non la usa più nessuno. Non ricordo se parli il mucchesco ma non ti preoccupare ci ho già pensato io ad indirizzarle al circolo.

  13. per restare talebani... meglio due mucche curiose che 1000 smatphonisti rincretiniti!

  14. Frank

    For sure.

  15. maurizio rovati

    Se gli antichi romani avessero avuto il cellulare, probabilmente l'avrebbero usato come noi. Io lo uso poco, ma lo trovo utile in molte occasioni.
    Sono cauto nell'affermare che il tempo antico sia stato migliore, sicuramente (pare ce ne sia traccia scritta) anche allora si diceva che non c'erano più le stagioni di una volta, non parliamo poi della politica...
    Penso che non siamo mai stati meglio di oggi, questo proprio grazie all'illuminismo guidato dal metodo scientifico. Il guaio è che, a sinistra, corre voce che l'illuminismo (e il metodo scientifico) abbiano fallito e siano alla base dei nostri problemi.

    Infatti la corrente filosofica postmoderna (post-illuminista) abbraccia questa visione e spinge per abbandonare o relegare in cantina la ragione, la scienza e il libero pensiero, a favore di una visione politica fondata sul potere, sull'ideologia e sulla propaganda. A sinistra, il fallimento del marxismo "scientifico" nel dare il potere al popolo, non viene imputato ai suoi errori, teorici e pratici, e alle sue previsioni sempre mancate, ma al presunto fallimento degli ideali dell'illuminismo.

    Purtroppo, stranamente, ma forse non tanto, il postmodernismo neo-marxista e il politicamente corretto, hanno attualmente parecchio seguito anche nella scienza.

  16. Sicuramente hai ragione Maurizio, ma non ce l'avevano e avevano tempo per pensare, riflettere, creare. Non tutti, ovviamente, ma la voglia di conoscere ed imparare erano nettamente superiori a quella di oggi. Oggi cadono le autostrade che costano miliardi solo per sete di guadagno e ricchezza, allora si costruivano strade che arrivavano fino ai confini dell'Impero. Oggi i politicanti sono uomini ignoranti, allora erano dotti e sapienti (molto spesso). L'uomo non è mai stato perfetto, lo sappiamo... ha ancora molta strada da fare rispetto anche solo ai gatti (per non parlare dei cetacei), ma il miglioramento si è fermato molto tempo fa. Ricordo che il Vasari descrive l'opera di Masaccio andata distrutta a Firenze, nel chiostro del Carmine, e racconta come TUTTA la popolazione sia andata a vederla (la Sagra), discutendone e ammirando. Oggi chi lo farebbe?

  17. maurizio rovati

    Non hai vissuto allora, stai osservando il passato attraverso i filtri della storia e delle tue convinzioni personali... E, secondo me, non si può paragonare l'uomo agli altri animali sotto il profilo intellettuale e cognitivo, ma se capitasse di farlo, ci si accorgerebbe che anche loro, come noi umani, sono capaci di azioni "moralmente deplorevoli".

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