8/11/17

L’Universo insegna: dagli ammassi galattici ai bonobo del Congo (con considerazione finale del nostro amico Francesco Mantovani)*

Molte e terribili sono le conseguenze degli eventi naturali terrestri. Li viviamo ogni giorno e il più delle volte si sollevano le spalle e si dice: "Questa è la Natura, più matrigna che madre!”. Mah… forse sarebbe bene valutare meglio le sue azioni. Ho mischiato tre news, estremamente diverse tra loro, ma che possono aiutare a capire sempre meglio la Natura e il modo “ignorante” con cui l’affrontiamo e la valutiamo.

Facciamo qualche esempio… la caduta di un asteroide, l’esplosione di un vulcano, un terremoto, un incendio.

Dobbiamo subirli e valutarli come gesti di una Natura “cattiva”? No, sono in fondo piccolissime azioni che hanno un loro scopo ben preciso nell’armonia dell’Universo. E’ la nostra interpretazione e la nostra reazione che è quanto meno stupida se non anche cattiva.

La caduta di un asteroide di dimensioni notevoli, superiori al chilometro, ha un valore decisivo sull’evoluzione delle specie viventi. Dopo una prima fase distruttiva, ne segue una creativa che, in qualche modo, stimola l’evoluzione biologica, come fosse un catalizzatore o un enzima. I mammiferi si sono sviluppati proprio grazie all’asteroide dello Yucatan, 65 milioni di anni fa. In  fondo, noi uomini dovremmo essergli grati. Non certo i dinosauri. Tuttavia, proprio perché i dinosauri non sono stati capaci di fronteggiare un evento del genere, la Natura ha pensato di sveltire la loro fine, favorendo i mammiferi. Natura crudele? No, Natura che segue la migliore armonia del Tutto (che ancora non abbiamo certo capito). Sì, ma l’asteroide di domani? Presto detto: “Se l’uomo non  sarà in grado di fronteggiarlo, salvando la sua razza, è forse giusto che sia eliminato a favore di una forma di vita più intelligente ed evoluta”. Una legge normale, armonica… non certo cattiva (sulla quale anche Vin-Census ha fantasticato nel suo "Il Romanzo della Vita")!

A questo punto subentra e si dimostra la stupidità della nostra razza. E’ riuscita a far lavorare il proprio cervello per ottenere una tecnologia eccezionale (un aiuto frutto dell’evoluzione), ma, nel contempo, è rimasta così ignorante da usarla per scopi secondari e - spesso - inutili. Innanzitutto, ha permesso che il potere fosse dato nelle mani di personaggi non certo al top delle capacità mentali (non confondiamo furbizia con intelligenza…). Personaggi che pensano solo a un ritorno immediato, al proprio egoismo, al proprio tornaconto o a quello di una “famiglia” ristretta. Personaggi arroganti, corrotti che non capiscono piuttosto che non voler capire. Il fatto stesso che tutte le loro costruzioni mentali, come la religione, abbiano portato all’omicidio di massa, alla distruzione senza uno scopo nobile o, almeno, in linea con gli insegnamenti della Natura, ne é prova tangibile.

La massa, però, cosa fa? Li accetta e, quasi sempre, li invidia e vorrebbe fare come loro.

Conclusione? La tecnologia per deviare un asteroide ci sarebbe e come. E farebbe anche parte dell’evoluzione della specie. Se si è capaci di modificare un evento naturale è perché la Natura ce lo permette. E, invece, anche il prossimo asteroide “killer” (per noi, non per la Natura) colpirà quasi sicuramente la Terra. I potenti, quelli che comandano non faranno niente per passare all’azione, sperando nel solito martire volontario (in questo caso del tutto assurdo, la vita non è mica un film...) e continuando a spendere i fondi necessari a salvare la loro razza, per ingrassare loro stessi e gli amici più intimi. La propria soddisfazione è maggiore di quella di tutti gli altri messa assieme, e c’è sempre tempo per pensare alle tragedie che poi, qualcuno, potrebbe anche fargli vedere come molto interessanti da un punto di vista economico.

La Natura, forse, ha già deciso: troppi stupidi nella razza dominante e, oltretutto, messi nei posti decisionali. Ben venga una nuova distruzione di massa, capace di aprire la strada a un tentativo migliore.

Passiamo ai vulcani. Piccole grandi esplosioni in cui la materia fuoriesce in modo più o meno violento. Facciamo di tutto (a parole) per tenerli sotto controllo, per cercare di leggere la loro storia evolutiva e capire quale sarà il momento esatto dell’azione dirompente. Perfetto, l’uomo si dimostra, finalmente, intelligente? Nemmeno per sogno. Chi fa questo tipo di lavoro è solo un insignificante alibi per coloro che dei vulcani non sanno praticamente niente. Sono loro, proprio loro che direttamente o indirettamente hanno permesso a milioni di persone di costruirsi la casa sulle pendici del Vesuvio. No, le migliaia di vittime che vi saranno quando il tappo del vulcano sarà lanciato verso spazio, non saranno vittime del vulcano (sempre “killer”), ma dell’ignoranza di tanti, condita con l’arroganza di pochi. Costruzioni abusive che hanno portato soldi e al diavolo tutto il resto.

Ricordiamo, inoltre, che la Terra ha bisogno di cambiarsi il vestito e di fare uscire l’energia racchiusa al suo interno. I vulcani sono solo dei momenti di profondo respiro per poter far vivere al meglio il pianeta e chi lo abita. Senza dimenticare che il terreno lavico è una meraviglia per le coltivazioni future (molti grandi vini, ad esempio, vanno a nozze con un suolo vulcanico, vedi Soave, Aglianico, Taurasi, e via dicendo…)

Ancora più evidente è l’evento terremoto. Non può essere previsto (come invece a volte capita per gli asteroidi e i vulcani), ma ci si potrebbe difendere adeguatamente. In Giappone, spesso, ci sono riusciti. Da noi, basta una leggera scossa per decimare la popolazione e frantumare una cultura secolare. Di chi è la colpa? Del terremoto? No, assolutamente no!

Non si può prevedere, ma si può fronteggiare, costruendo secondo le migliori norme della nostra tecnologia. Ma ci vogliono soldi e i soldi devono prendere altre strade. E, poi, i terremoti sono molto utili per fare altri soldi. Ricordate le risate dell’imprenditore dell’Aquila. Pensate, forse, che sia in galera? No, sarà già di nuovo all’opera per ingrassarsi alla faccia dei terremotati.

Sono cattivi i terremoti? Neanche per sogno. Sono il frutto diretto di un pianeta vivo, che necessita di spostare la crosta che sovrasta il magma sottostante. Se non ne fosse più capace, la Terra degenererebbe in un pianeta geologicamente morto… e se un pianeta muore, muore anche la vita biologica che lo popola.

Gli incendi, gli incendi… prima di rispondere, eliminiamo quelli dolosi, frutto nuovamente dell’ignoranza, della stupidità e – spesso - del guadagno. Parliamo invece degli incendi naturali, quelli dovuti ai fulmini. Essi sono un toccasana per le foreste. Mi ricordo, tanti anni fa, quando c’era stato un incendio mostruoso nel parco dello Yellowstone. I giornali e la TV parlavano di catastrofe apocalittica, di distruzione della Natura più bella. Io mi trovavo in treno verso Roma e vicino a me c’era un giovane americano che, guarda caso era un ranger di quel parco azionale. Gli chiesi dei danni, della tragedia. E lui mi rispose: “Ma quale tragedia? Le foreste hanno bisogno di ringiovanire, di tanto in tanto. Il suolo stesso deve assorbire sostanze nutritive provenienti dalla cenere. I grandi incendi sono da sempre stati la norma per un pianeta che vuole mantenersi verde e giovane, ben prima che nascesse l’uomo. Se, poi, qualcuno ha cercato di avvicinarsi troppo e di inserirsi stupidamente in un processo del tutto naturale e utilissimo, peggio per lui e per la sua ignoranza”.

A questo punto, possiamo entrare nelle news e vedere come siano estremamente collegate alla nostra vita di tutti i giorni. Basterebbe guardare in alto, imparare, combattere l’ignoranza dilagante. Noi parliamo di disastri terrestri immani (senza capire che tali non sarebbero se affrontati in armonia con la Natura), ma basterebbe poco per capire che sono soltanto ridicoli sbuffi rispetto alle meraviglie del Cosmo.

ALMA (la tecnologia usata bene) ci ha mostrato una “foto” del prossimo futuro del Sole. Una stella come la nostra è ormai in agonia (meglio dire sta regalando miliardi di anni di duro lavoro e sta per trasformarsi per vivere una pensione più o meno tranquilla, come nana bianca). E’ ormai uscita dalla sequenza principale ed è diventata un pallone immenso (misurabile direttamente!) che sta liberando elementi essenziali per la vita: carbonio e ossigeno. Che bello, una meraviglia (come quest'altra gigante rossa che sembra innaffiare il prato del Cosmo)!

Attenzione, però. Inseriamo, nell’immagine di ALMA, l’orbita della Terra e le cose cambiano aspetto. L’orbita, insieme al nostro pezzo di roccia, è ben al di dentro della palla infuocata.

L’immagine più dettagliata mai ripresa finora di una gigante rossa (il futuro del Sole) a circa 320 Anni Luce da noi. All’interno della stella è stata inserita l’orbita terrestre… Fonte: Alma (ESO/NAOJ/NRAO)/W. Vlemmings
L’immagine più dettagliata mai ripresa finora di una gigante rossa (il futuro del Sole) a circa 320 Anni Luce da noi. All’interno della stella è stata inserita l’orbita terrestre… Fonte: Alma (ESO/NAOJ/NRAO)/W. Vlemmings

Una tragedia, non una meraviglia! No, cari amici, è la bellezza della Natura: le stelle muoiono, inglobano i pianeti e regalano nuova vita all’Universo. E’ solo la nostra ignoranza a vederci un lato “cattivo”. Magari, quando capiterà al Sole, la razza dominante non sarà più così stupida come la nostra e saprà assistere allo spettacolo in case cosmiche lontane dal pericolo, probabilmente non abusive!

Ma la scala dei fenomeni violenti e magnifici non ha limiti (sia verso l’alto che verso il basso). Ricordiamo pure lo scontro di due stelle di neutroni oppure di due buchi neri, ma c’è di più, molto di più. Lo scontro di intere galassie è più che normale, così come lo scontro multiplo di ammassi di galassie. Altro che i terremoti o i piccoli asteroidi!

L’immagine che segue è ripresa in  varie lunghezze d’onda, e mostra un insieme di scontri apocalittici, evidenziati nelle onde radio, nei raggi X, mentre nel visibile tutto sembra tranquillo. Con i giusti occhiali, capiamo sempre meglio quanto ridicoli siamo, con le nostre piccole tragedie. L’Universo potrebbe insegnarci molto e farci capire che le catastrofi sono la vita stessa dell’Universo e il seme della sua armonia. No, non c’è inferno e paradiso nell’Universo, c’è solo gioia di esistere e di continuare in un gioco bellissimo e altruistico, che solo una razza ignorante non vuole capire.

Immagine ottenuta sovrapponendo le tre immagini ottenute nel radio, nell’X e nel visibile. Fonte: Pearce et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Chandra, Subaru; ESO.
Immagine ottenuta sovrapponendo le tre immagini ottenute nel radio, nell’X e nel visibile. Fonte: Pearce et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Chandra, Subaru; ESO.

 

Animazione che mostra la zona dello scontro multiplo (Abell 2744) nelle varie lunghezze d’onda: radio, gamma e visibile. Fonte: Pearce et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Chandra; Subaru; ESO.
Animazione che mostra la zona dello scontro multiplo (Abell 2744) nelle varie lunghezze d’onda: radio, gamma e visibile. Fonte: Pearce et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Chandra; Subaru; ESO.

Altruismo… ecco un’altra parola che ci serve molto per la terza news, ben lontana apparentemente dall’Universo, ma, essendo parte integrante della Natura, rimane sempre nello stesso ambiente.

L’uomo di oggi pensa solo a se stesso, ha paura dei diversi, li odia per paura che gli portino via il lavoro e la “roba”. Ma, ormai, ha anche paura del vicino di casa e preferisce non intromettersi.  Se vede una persona che sta agonizzando lungo la strada, preferisce voltare la testa dall’altra parte: “Io che c’entro? Sono fatti suoi”. Spesso, potrebbe anche aver ragione ad aver paura, ma questo non cambia il succo della questione: paura e odio innescano paura e odio.

L’uomo deve pensare a se stesso e ad un cerchio sempre più stretto attorno a lui. D’altra parte, vede le stesse cose nella politica, nella finanza, ecc. Quello che mio è mio e quello che è tuo prima o poi sarà mio. E nasce la cattiveria, frutto diretto dell’ignoranza. A cosa vale la tecnologia se è data in mani così stupide, corrotte e vuote? Eppure la Natura ci insegnerebbe molte cose, basta saper leggere con attenzione.

Nel Congo, paese tipico di arrivismo senza scrupoli sia da parte dei fantocci politici locali che dello sfruttamento delle potenze straniere, vive una scimmia veramente peculiare: il bonobo. Forse la più vicina all’uomo. Sì, ma a quello vero, a quello che dovrebbe essere. Una cosa di certo la fa differire enormemente da lui: l’altruismo!

I bonobo condividono con noi il 99% del loro DNA. Forse è proprio l’1% di differenza che li fa creature socievoli e altruiste. Fonte: Lola ya Bonobo Sanctuary
I bonobo condividono con noi il 99% del loro DNA. Forse è proprio l’1% di differenza che li fa creature socievoli e altruiste. Fonte: Lola ya Bonobo Sanctuary

Sono stati fatti studi veramente sorprendenti. Ne cito uno solo. Un gruppo di bonobi è stato messo in una stanza di vetro. A terra vi era un bastone. A fianco c’era un’altra stanza dove al soffitto era stata appesa una mela. I bonobi, magari, hanno anche provato a recuperarla, ma non c’è stato niente da fare, la mela non poteva cadere nella loro stanza. Pazienza, non se ne sono più occupati. A un certo punto, nella stanza con la mela, è stato fatto entrare un bonobo “straniero”, del tutto sconosciuto al gruppo. Lui ha visto la mela, ma era troppo alta per lui e non aveva strumenti a disposizione. Non ha comunque chiesto niente (questo è un punto estremamente importante per l’esperimento).

Ed ecco che è capitato qualcosa di stupendo. I bonobi dell’altra stanza si sono messi uno sull’altro, quello in cima con il bastone. Ha cominciato a dare colpi fino a che la mela non è caduta ai piedi dello straniero che l’ha potuta mangiare. Un gesto di altruismo, che viene confermato da molti altri esempi.

Quale potrebbe essere la ragione? No, non pensiamo a gesti di pura bontà (i bonobi non hanno ancora santi in paradiso), ma a una visione ampia, razionale e utile sia a loro che agli altri. I bonobi sono animali socievoli e a partire da un piccolo gruppo essi tendono a formare gruppi nuovi, come in una reazione a catena. Devono quindi essere gentili con i diversi, dato che prima o poi dovranno fare gruppo con qualcuno di loro. Il primo passo è dimostrarsi “simpatici” agli stranieri per invogliarli a unirsi con qualcuno e fondare un nuovo gruppo. Uno scopo non proprio disinteressato (la Natura ha sempre uno scopo), ma importantissimo per la conservazione della specie.

Anche noi sappiamo che un giorno dovremo incrociarci con gli altri, gli stranieri, i diversi, ma facciamo di tutto per essere antipatici anche ai nostri vicini di casa. L’importante è il ritorno immediato, senza nessun traguardo futuro. Del tutto simile alla misera visione di guadagnare subito e disinteressarsi di cosa succederà a causa di un certo asteroide o di un vulcano. Al limite, cerchiamo di approfittare degli altri, di prenderli in giro, di sfruttarli.

Forse, dopo aver ammirato la fine del Sole e le collisioni galattiche, potremmo imparare molto anche dai bonobi. La Natura non è matrigna, ma è gioia e bellezza. Basta solo combattere l’ignoranza e scomparirà anche la cattiveria che è la sua figlia preferita. Riusciremo? Temo di no e assisteremo, probabilmente, a un nuovo tentativo della Natura per migliorare l’evoluzione della vita biologica.

Magari sta adocchiando proprio i bonobi…

Articoli originali QUI, QUI e QUI

Mi fa piacere concludere con una puntuale frase suggeritaci da Francesco Mantovani: "Questa è la società capitalistica, la società della competizione dove il fine di tutto è il profitto ad ogni costo e non solo in campo finanziario, una società che, secondo una nota citazione,  ama le cose e usa l'uomo invece di amare l'uomo e usare le cose." I bonobi ci insegnano che è possibile fare il contrario: usare le "cose" e i "comportamenti" per amare il prossimo, anche se sconosciuto.

Per conoscere meglio l’eccezionale contributo di ALMA a molti campi di ricerca: asteroidi, formazione di pianeti e stelle, dischi protoplanetari, origine della vita , buchi neri, galassie primordiali, fuochi d’artificio stellari, cinture di detriti…

3 commenti

  1. Franco Mantovani

    Caro Vincenzo non ti smentiscimi mai, grande articolo !!!

    Mi permetto di riassumere la tua ammirevole riflessione in poche banali parole:

    Questa è la società capitalistica, la società della competizione dove il fine di tutto è il profitto ad ogni costo e non solo in campo finanziario, una società che, secondo una nota citazione,  ama le cose e usa l'uomo invece di amare l'uomo e usare le cose.

    Come sempre, grazie !!!

  2. caro Francesco,

    bellissima frase che cade a fagiolo. Mi sono permesso di inserirla al fondo dell'articolo...
    grazie di cuore!!!
    Enzo :wink:
  3. Franco Mantovani

    Grazie !.... per me è un onore, tengo però a precisare che la frase non è mia.

    Un caro saluto,

    Franco  :-D

     

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