14/01/19

Tredici miliardi di anni in una piccola immagine **

Non sarà il record assoluto, ma il poter vedere e "pesare" un oggetto la cui luce ci raggiunge dopo 12.8 miliardi di anni di viaggio è sempre un momento di grande emozione. Non si può non chiudere gli occhi e pensare... e rendersi conto di quanto sia piccolo e meschino l'uomo con i suoi problemi intrisi di ignoranza e cattiveria.

E' passato solo un miliardo di anni dall'inizio del nostro infinito Teatro e la nebbia non è ancora scomparsa del tutto. Sono proprio quelle fiaccole che s'accendono improvvise a farla sparire e dare via libera alla luce. I fotoni sembrano tanti bimbi in attesa del suono della campana scolastica per potere finalmente uscire in giardino per giocare e divertirsi. Una corsa sfrenata senza paura di quanto sia grande lo spazio da percorrere prima di incontrare un amico elettrone...

Tuttavia, questa corsa sarebbe stata inutile per noi, se una galassia ben più giovane (la sua luce ha impiegato solo sei miliardi di anni per incontrare i nostri nervi ottici) non ci avesse aiutato deviando quei fotoni così antichi e agendo come una lente capace di aumentare di 50 volte la quantità di luce diretta verso di noi. Gli elettroni del nostro cervello li hanno potuti sentire e hanno iniziato un gioco fantastico permettendoci di vedere perfettamente ciò che era capitato quasi tredici miliardi di anni prima.

Beh... non sarebbero bastati solo i nostri occhi e i loro sensori se non avessimo usato degli occhiali speciali come il telescopio Gemini Nord delle Hawaii, capace di leggere benissimo nell'infrarosso e valutare lo spostamento della riga del magnesio. Quanto bastava per valutare la distanza. Poi, via libera ad altri telescopi più specializzati, tra cui, ovviamente, Lui, il grande vecchio, lo Hubble Space Telescope, capace di creare un'immagine fantastica, nella sua semplicità e profondità.

La fiaccola è stata impressa tre volte, come ha deciso la galassia intermedia e il suo effetto lente. Nessun problema, dato che un certo signore, dall'apparenza un po' buffa, ci ha insegnato a non farci ingannare da questi effetti per lui del tutto naturali. Ed ecco allora la figura che segue... che diventa automaticamente un capolavoro, una meraviglia, un piacere infinito.

La galassia capace di inviare verso di noi la luce del quasar. A destra l'immagine tripla di uno degli attori più antichi dell'Infinito Teatro del Cosmo. Come non essere emozionati e orgogliosi di riuscire a vedere tutto ciò? Fonte: NASA, ESA, Xiaohui Fan (University of Arizona)
La galassia capace di inviare verso di noi la luce del quasar. A destra l'immagine tripla di uno degli attori più antichi dell'Infinito Teatro del Cosmo. Come non essere emozionati e orgogliosi di riuscire a vedere tutto ciò? Fonte: NASA, ESA, Xiaohui Fan (University of Arizona)

Basta pensare al viaggio dei fotoni, alla loro deviazione, alla loro voglia di arrivare ad abbracciarsi con qualche elettrone per  capire che si assisteva a un momento unico ed emozionante, per non dire commovente. Quasi tutta la vita dell'Universo è lì davanti a noi, pronta per essere analizzata e studiata a tavolino da quelle poche menti che ancora hanno voglia di sapere e di capire.

Quella piccola e tripla luce rossastra appartiene a un vero fossile cosmico, un quasar tra i primi dell'Universo, ma già di una potenza inimmaginabile. Il buco nero è almeno pari a 700 milioni di masse solari e la produzione stellare dovrebbe aggirarsi sulle 10 000 stelle all'anno. La luce che ci raggiunge equivale a 600 triliardi di volte quella solare. L'Universo ha proprio cominciato  alla grande e la sua velocità di esecuzione rimane un mistero (per noi). Ma forse è molto  semplice: quando si è giovani la smania è tanta e si cercano di affrettare i tempi e poi i fotoni non vedevano l'ora di muoversi. D'altra parte se non si muovono non possono nemmeno esistere. L'Universo è vita! Riflettiamoci...

Un'occasione troppo ghiotta per non mettere in moto un altro strumento eccezionale. Chi? ALMA, ovviamente, che potrà leggere nei dettagli quella macchiolina così ricca di informazione.

Cari amici, questa è astrofisica... saper usare la strumentazione con la tecnologia più avanzata per la voglia di conoscere e non per fare scoop a tutti i costi!

Articolo originale QUI

 

Chi desidera approfondire la conoscenza dei quasar, può farlo QUI

 

 

3 commenti

  1. leandro

    Cosa significa che le tecniche di misura del colore falliscono quando la lente gravitazionale "contamina" il colore del quasar ? grazie

  2. caro Leandro,

    ma non è cosa che ho scritto io... Comunque, penso voglia dire che la luce del quasar deve comunque attraversare il gas galattico e quindi viene in parte assorbita in certe lunghezze d'onda...

  3. Mario Fiori

    L'analisi quindi dovrà essere accuratissima e cercare di capire quanto ha influito l'effetto lente della galassia. Analisi che richiederà tempo ma penso ci darà buone soddisfazioni o almeno spero; poi se c'è anche ALMA allora...

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